Prima di vendere bisogna studiare il lancio del prodotto. Ecco 2 domande importanti.

Ogni qualvolta che lancio un prodotto (mio o di qualche affiliazione) svolgo prima di tutto unanalisi di mercato che ritengo di primaria importanza.

In base al lavoro che mi accingo a svolgere posso effettuare analisi approfondite o meno ma per entrambi i casi mi pongo sempre alcune domande:
Prima domanda:

  • Il prodotto che mi accingo a mettere in vendita é di desiderio comune?
  • Le persone richiedono questo prodotto/servizio?
  • Immedesimati sempre nel tuo cliente tipo e cerca di capire per quale motivo tangibile o emotivo dovrebbe comprare il tuo prodotto.
  • Tu lo acquisteresti?
  • Ti avventureresti a comprarlo tramite internet?
  • Il prezzo é congruo al prodotto?

Riesci a scindere lemozione che potresti avere acquistando quel prodotto dalla razionalità. Ossia un emozione tipo: “bello, figo questo prodotto, non vedo lora di averlo‚Äù che ti fa superare la pigrizia di mettere mano al portafogli, dalla scelta razionale che ti porta a pensare “questo prodotto mi serve per fare ‚Äù?

Se a questa domande non trovi una risposta positiva allora é segno che quel prodotto é da buttare e che quasi sicuramente sarà un flop

Seconda domanda:

  • La vendita o promozione che ti attingi a fare ti porterà un profitto sufficiente?
  • Il meccanismo di lancio o la promozione così come la stai articolando ti porterà il maggior numero di vendite?

A differenza della prima domanda dove il discorso é più improntato sul fattore emotivo della vendita; la seconda domanda focalizza il discorso sul lato meramente economico.
Quando si vende qualcosa il profitto viene quando si ha dimestichezza con il fattore psicologico e siccome vendere non significa guadagnare si deve fare i conti anche con il lato economico.
Lo so, sembra di aver scoperto lacqua calda ma molte volte mi trovo davanti a persone che il lato matematico non lo prendono neanche in considerazione. Non potete sapere quanti clienti ho avuto, che vendevano su eBay e alla fine dei giochi erano più i soldi che spendevano in commissioni che quelli che si mettevano in tasca. Siccome poi le fatture le pagavano a fine mese non se ne rendevano neanche conto che erano in perdita.


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