Chissà che domande o che studi hanno fatto i responsabili marketing della catena di discount Lidl visto il nuovo spot che gira da alcuni giorni in TV.
Da alcuni giorni, infatti, in basso allo schermo passa una scritta scorrevole che invita ad iscriversi alla newsletter del loro sito internet www.lidl.it.
Questo é un ottimo esempio di ottimizzazione di cassa. Le spese pubblicitarie off-line avranno dei costi sicuramente inferiori.
Sarei molto interessato di sapere che tipo di ritorno in termini di iscrizioni hanno avuto e se hanno notato un aumento nelle loro vendite. Che dite se gli scrivo due righe me lo dicono?
In questi giorni mi sto dedicando ad una delle attività che periodicamente seguo per migliorare i tassi di consegna del nostro sistema di invio e-mail.
Questa attività consite nel’analizzare i messaggi di errore (bounce o rimbalzi) che gli altri mail server rimandano al nostro e che possono eessere dovuti alle cause pi?? disparate, dai messaggi dei filtri antispam, agli errori dovuti a caselle di posta inesistenti e via dicendo.
Analizzare questo tipo di e-mail é fondamentale per capire e analizzare i problemi che limitano i tassi di consegna delle e-mail inviate.
I messaggi di ritorno dei filtri antispam ci permettono di capire quali elementi del messaggio sono da modificare per poter passare il controllo dei filtri stessi.
Molte volte il messaggio viene bloccato dal server del destinatario perché mancano delle intestazioni specifiche nel messaggio o perché vengonono riscontrate delle impostazioni che non consentono la corretta consegna.
Analizzare questi messagi é fondamentale per incrementare i tassi di consegna e quindi le performance delle campagne di email-marketing.
Il SES di Milano di cui si fa un gran parlare in questi ultimi giorni su forum e blog mi ha dato uno spunto di riflessione interessante.
Uno degli interventi é stato dedicato alle landing pages e alla loro importanza nell’ottica delle conversioni e della massimizzazione dell’efficacia di una campagna di search engine advertising.
Il concetto delle landing pages vale anche per le strategie di e-mail marketing: molto spesso infatti i link contenuti nelle e-mail portano alla home page del sito oppure a pagine di presentazione di prodotti che poco attengono alle offerte presentate.
Un esempio di questo genere di link lo vedo spesso in una newsletter di un importante portale di prenotazione alberghiera: vengono pubblicizzate delle offerte con dei prezzi, ma una volta cliccato il link tali offerte diventano irreperibili.
Una buona landing page per l’e-mail marketing non si differenzia molto da una buona landing page per i motori di ricerca. Forse l’unico vantaggio evidente é che, nel primo caso, é già stato stabilito un contatto con il cliente nell’email che riceve perché già ci conosce, mentre nel secondo caso questo non sempre é vero.
Al di la di questa forse banale considerazione, una buona landing page dovrebbe:
Sono ovviamente indicazioni di base che ognuno pu?? ampliare con la sua esperienza.
A proposito di esperienza spero di poter postare qualche dato relativo ad un prossimo invio per un cliente che sono riuscito a convincere ad operare in questo modo, se vi interessa rimanete in contatto
Una nota di chiusura
A quanti si sono sono stupiti negli scorsi giorni al SES che un SEO (non fate battute scontate grazie
) si occupi di e-mail marketing, sottolineo i tratti comuni tra le due attività che già erano emersi in un post precedente. A mio avviso search engine marketing ed e-mail marketing sono complemetari per il successo di un’attività basata sul web..meglio saperli fare tutti e due, no?
Prima di analizzare alcuni consigli utili per invitare gli utenti del vostro sito a iscriversi alla newsletter é utile fare alcune precisazioni di massima sulla corretta impostazione della gestione di una newsletter e della lista di indirizzi email.
Ciò che conta é la qualità non la quantità
Molte aziende ritengono che il vero valore aggiunto della propria mailing list sia nella quantità di indirizzi che la compongono. In realtà l’obbiettivo da raggiungere e quello di convincere il maggior numero di utenti realmente interessati all’attività dell’azienda. Mille utenti realmente interessati che ricevono, leggono ed interagiscono con le tue email valgono molto di più di centomila utenti non profilati ne interessati.
L’opt-in é lo standard
Lo standard nella gestione delle iscrizioni ad una newsletter é il metodo opt-in. In breve, l’opt-in é un metodo che prevede una conferma dell’utente una volta che si é iscritto alla newsletter. Per approfondire il concetto di opt-in puoi leggere nel post “Opt-in e Opt-out: un po’ di chiarezza”
La privacy prima di tutto
Fornire un’informativa sulla privacy dettagliata aiuta a conquistare la fiducia di chi si iscrive. L’utente vuole sapere che uso verrà fatto del suo indirizzo email o dei suoi dati personali. E’ quindi fondamentale inserire sempre un link alla propria policy sulla privacy nelle pagine di registrazione alla newsletter.
Definite le basi passiamo ai consigli utili:
Desidero ringraziare ListBuilding Profits e Stefano Forice per avermi dato la possibilità di seguire gratuitamente i corsi sull’email marketing e su come “Aprire un’attività su internet in pochi giorni”.
Entrambi i corsi sono molto efficaci e sono stati strutturati in modo professionale, L’approccio é concreto e realistico, con esempi pratici. Ho apprezzato molto il Corso “Aprire un’attività in 7 giorni”poiché, a differenza di altri corsi, ti offre strumenti operativi applicabili da subito e con risultati testati
Seguirò con attenzione ListBuilding Profits e vi consiglio di fare altrettanto!!
Barbara Puccio
http://barbara-ilblogdibarbara.blogspot.com