Un ottimo video recensito da Mauro Lupi dove illustra il motivo per il quale per le aziende sia importante dialogare online con i propri clienti. Va pian piano delineandosi il nuovo modo di fare marketing e i contenuti diventano sempre pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ imprtanti per “connettersi” sulla stessa frequenza dei propri clienti.
Sintetizzando il suo motto é:
- Abbassa il volume
- Ascolta le persone
- Apri le porte dell’azienda
Le ultime news dal mondo SEO dicono che alcuni siti importanti o meno, hanno subito una diminuizione del page rank significativa. La motivazione di tale diminuizione sembrerebbe essere dovuta dalla vendita di link a pagamento, una piccola domanda che mi chiedo poi é come fa google a sapere se un link é stato messo in vendita o meno?
Sembrerebbe ( e qui il condizionale é d’obbligo) che siano stati penalizzati molti portali e blog famosi tipo quelli sui Comunicati Stampa e quelli relativi agli Article Markeing. Nel mio corso in vendita sul sito http://www.listbuilding.it dedico un capitolo intero sull’importanza di questo tipo di siti e sul come devono essere usati per moltiplicare le proprie conversioni e visite sui propri siti ( vi invito a studiarlo con molta attenzione ).
Il comune denominatore tra questi siti che si sono visti diminuire il proprio page rank sono a mio parere due fattori principali:
Ipotizzando che questi due fattori siano veri mi sono dato una spiegazione personale, ossia penso che Google non abbia penalizzato questi siti per l’ipotesi della vendita di link ma al contrario abbia dato loro un peso specifico inferiore in modo da non penalizzare il funzionamento dell’algoritmo di Google stesso che in un modo o nell’altro va a toccare tutta la teoria della tecnica del Link Popularity.
Come spiegato nel corso avanzato sul mio sito la tecnica della Link Popularity é la più importante e potente che oggi ci sia per spingere verso l’alto i siti, non entro nel detaglio perché dovrei scrivere intere pagine di Blog e non a caso ci sono oltre 30 pagine di spiegazione nel corso da me venduto.
Il concetto chiave di questa tecnica a quanto pare si é dimostrata molto più dfficile in quanto sono nati ulteriori fenomeni che possono incidere a modificare i parametri che gli spider vanno a memorizzare nei datacenter come per esempio il google bombing.
Pertanto questo metodo che in teoria é giusto é altamente influenzabile manualmente dalle persone che dedicano la loro attivita al SEO.
Per dirla in breve, hanno trovato il modo per agirare i controlli di google e influenzare le sue decisioni, non a caso negli ultimi tempi sono nate milioni di directory non a pagamento dove le persone andavano ad inserire l’URL dei propri siti. Se ci fate caso, anche i blog nell’ultimo anno hanno avuto un boom di nascite e guarda caso il boom é venuto dopo aver saputo che Google da peso anche questa tipologia di pagine per il posizionamento.
Ora cosa é successo?
Google si é resa conto che é molto facile ottenere link che puntino ai propri siti e quindi sta correndo ai ripari, ovviamente la stessa Google é conscia che le directory sono diverse dalle piattaforme di articles marketing e forum in quanto in quest’ultime presentano molto testo da indicizzare e quindi penalizzarle significa rendere visibile una mole di siti non indifferente. Per dare una spiegazione a queste diminuizioni di PageRank potremmo ipotizzare che gli analisti di Google abbiano agito in questo modo:
Quindi l’idea che mi sono fatto su questo evento é che Google non abbia inviato nessun’ammonizione, bensì ha modificato il parere su ciò che esce dai loro siti limitando in parte il peso relativo che incide sulla tecnica della Link Popularity
Nell analisi delle statistiche di una campagna di email marketing si prendono in considerazione valori come aperture, click e conversioni e analizzadone gli andamenti si valuta il successo o meno di una camapgna rispetto ad un altra.
Questo é l approccio forse pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ semplice per valutare le attività di email marketing, ma é superfciale perché non ci permete di capire dove e come questi valori si formano.
Ad esempio, un analisi di questo genere, in caso di caduta vertiginosa dei tassi conversione, potrebbe portare alla conclusione di dover incrementare la lista a cui inviare le email per ovviare al calo delle richieste. Questa conclusione per‚Äöà√∂‚Äö√¢¬ß non sempre é corretta, vediamo perché.
Dall invio delle email alla conversione si verificano diversi eventi, ognuno dei quali capace di per sé di influire sulle prestazioni della campagna. E quindi fondamentale capire, passo dopo passo, cosa succede dopo aver inviato le nostre email.
Lo strumento che ci viene in aiuto in questa analisi é il funnel. Il funnel ci permette di analizzare il flusso di dati statistici dall invio fino alla richiesta, evidenziando i punti critici del processo.
Utilizzando il funnel riusciamo quindi a sezionare i singoli punti che portano alla conversione.
In questo modo, se in un futuro invio le conversioni dovessero calare, potremo identificare in modo agevole il motivo. Ad Esempio:
Questo ci permette anche di capire dove intervenire per migliorare le prestazioni e soprattutto ci permette di capire che non sempre per ovviare ad un calo di conversioni é sufficiente incrementare il numero di invii.
Questo é ancora pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ vero se teniamo in considerazione che, avendo a disposizione poco tempo, é molto pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ semplice ottimizzare il processo piuttosto che incrementare la lista di contatti.
Chissà che domande o che studi hanno fatto i responsabili marketing della catena di discount Lidl visto il nuovo spot che gira da alcuni giorni in TV.
Da alcuni giorni, infatti, in basso allo schermo passa una scritta scorrevole che invita ad iscriversi alla newsletter del loro sito internet www.lidl.it.
Questo é un ottimo esempio di ottimizzazione di cassa. Le spese pubblicitarie off-line avranno dei costi sicuramente inferiori.
Sarei molto interessato di sapere che tipo di ritorno in termini di iscrizioni hanno avuto e se hanno notato un aumento nelle loro vendite. Che dite se gli scrivo due righe me lo dicono?
Il SES di Milano di cui si fa un gran parlare in questi ultimi giorni su forum e blog mi ha dato uno spunto di riflessione interessante.
Uno degli interventi é stato dedicato alle landing pages e alla loro importanza nell’ottica delle conversioni e della massimizzazione dell’efficacia di una campagna di search engine advertising.
Il concetto delle landing pages vale anche per le strategie di e-mail marketing: molto spesso infatti i link contenuti nelle e-mail portano alla home page del sito oppure a pagine di presentazione di prodotti che poco attengono alle offerte presentate.
Un esempio di questo genere di link lo vedo spesso in una newsletter di un importante portale di prenotazione alberghiera: vengono pubblicizzate delle offerte con dei prezzi, ma una volta cliccato il link tali offerte diventano irreperibili.
Una buona landing page per l’e-mail marketing non si differenzia molto da una buona landing page per i motori di ricerca. Forse l’unico vantaggio evidente é che, nel primo caso, é già stato stabilito un contatto con il cliente nell’email che riceve perché già ci conosce, mentre nel secondo caso questo non sempre é vero.
Al di la di questa forse banale considerazione, una buona landing page dovrebbe:
Sono ovviamente indicazioni di base che ognuno pu?? ampliare con la sua esperienza.
A proposito di esperienza spero di poter postare qualche dato relativo ad un prossimo invio per un cliente che sono riuscito a convincere ad operare in questo modo, se vi interessa rimanete in contatto
Una nota di chiusura
A quanti si sono sono stupiti negli scorsi giorni al SES che un SEO (non fate battute scontate grazie
) si occupi di e-mail marketing, sottolineo i tratti comuni tra le due attività che già erano emersi in un post precedente. A mio avviso search engine marketing ed e-mail marketing sono complemetari per il successo di un’attività basata sul web..meglio saperli fare tutti e due, no?
Prima di analizzare alcuni consigli utili per invitare gli utenti del vostro sito a iscriversi alla newsletter é utile fare alcune precisazioni di massima sulla corretta impostazione della gestione di una newsletter e della lista di indirizzi email.
Ciò che conta é la qualità non la quantità
Molte aziende ritengono che il vero valore aggiunto della propria mailing list sia nella quantità di indirizzi che la compongono. In realtà l’obbiettivo da raggiungere e quello di convincere il maggior numero di utenti realmente interessati all’attività dell’azienda. Mille utenti realmente interessati che ricevono, leggono ed interagiscono con le tue email valgono molto di più di centomila utenti non profilati ne interessati.
L’opt-in é lo standard
Lo standard nella gestione delle iscrizioni ad una newsletter é il metodo opt-in. In breve, l’opt-in é un metodo che prevede una conferma dell’utente una volta che si é iscritto alla newsletter. Per approfondire il concetto di opt-in puoi leggere nel post “Opt-in e Opt-out: un po’ di chiarezza”
La privacy prima di tutto
Fornire un’informativa sulla privacy dettagliata aiuta a conquistare la fiducia di chi si iscrive. L’utente vuole sapere che uso verrà fatto del suo indirizzo email o dei suoi dati personali. E’ quindi fondamentale inserire sempre un link alla propria policy sulla privacy nelle pagine di registrazione alla newsletter.
Definite le basi passiamo ai consigli utili: