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Come vendere un nuovo prodotto su internet

Abbiamo parlato di Business Plan in uno dei miei articoli ma non abbiamo ancora parlato di come vendere un nuovo prodotto su internet. Oltre a lavorare sulle reti aziendali mi succede spesso che aziende o privati mi chiedano di sviluppargli un sito o di affiancarli durante la nascita di nuovi prodotti da immettere nel mercato.

In linea di massima vivo sempre le stesse cose in quanto le persone che mi contattano focalizzano la loro attenzione su quanto é bello il loro prodotto/servizio e su quanti soldi ci possono fare, mettendo in secondo piano limpatto che avrà sul cliente finale senza immedesimarsi in questultimo.

Un approccio di questo tipo sviluppa un circolo mentale vizioso perchè é basato interamente sul venditore senza preoccuparsi di sapere se il mercato quel prodotto lo vuole.
Neanche a farlo apposta, una volta lanciato il prodotto sul mercato, le probabilità di arrivare al proprio target sono molto ridotte.

Un altro errore é anche quello di sviluppare servizi (magari a pagamento mensile) che in teoria dovrebbero aiutare i propri clienti e siccome questo servizio fa risparmiare tempo e denaro lo si lancia e basta. Poi una volta lanciato sul mercato si rivela un flop clamoroso!
Perché?

Perchè la chiamata allazione che fa sì che una persona compri un prodotto é dettata dal desiderio di averlo e quindi da unemozione che ci viene da dentro e quasi mai si compra qualcosa perchè se ne ha bisogno. Io stesso non mi ricordo di aver mai comprato un paio di scarpe per bisogno; le ho sempre comprate perchè il desiderio di vederle sotto quel bel paio di pantaloni che ho nellarmadio era forte. La razionalità da parte di chi acquista é quasi sempre latitante.
Si può quindi affermare che listinto decide e la ragione giustifica.

Quindi come devo fare per vendere un prodotto?

La flow chart da seguire per vendere un prodotto partendo da zero é

  • Individuare una nicchia di mercato che cerca un certo tipo di prodotto o servizio, cioé che sia propenso allacquisto.
  • Verificare che si abbia la possibilità di arrivare al target. Se si ha un sito con una posizione in centesima pagina magari si potrebbe pensare di avviare una campagna Adwords
  • Essere preparati in quel mercato e quindi avere piacere di lavorare con quel prodotto e con quella tipologia di potenziali clienti. Se si vendono integratori ma non si conosce neanche la differenza tra carboidrati e proteine qualche dubbio dovrebbe venirvi.
  • Individuare cosa cerca o di cosa ha bisogno la nicchia di mercato per il quale avete deciso di scendere in campo
  • Essere in grado di fornire al mercato ciò che richiede.

Se hai altre cose da aggiungere sei invitato a farlo.

I prodotti più cercati: una analisi dei trend

Titolo accattivante lo so ma anche questarticolo é frutto di molte domande che mi vengono poste dai miei clienti.
Ovviamente sarò breve perchè questargomento non si può trattare con un semplice articolo, però un aiutino ai meno esperti la voglio dare.

Dicevo quindi che i miei clienti, prima o poi mi fanno la seguente domanda:

Come si fa a sapere se ciò che sto per mettere online ha mercato?

Lanalisi di un prodotto é innanzitutto doverosa e può avere molte sfaccettature che va dalla richiesta in quel momento di quel particolare servizio/prodotto; al guadagno in base allinvestimento, dal trend che si potrebbe presentare davanti e . blablabla..

La prima cosa che però si ricerca é il trend perchè mettere sul mercato qualcosa la cui richiesta va da Natale a Santo Stefano é da matti (per non dire altro)
Ecco allora che entrano in gioco software di analisi di web marketing a pagamento e gratuiti.

Se volessimo studiare il mercato americano uno dei migliori servizi di Trend é Indeed che si differenzia da altri per il fatto che analizza i social network ed in special modo le richieste di lavoro che tradotto appunto si dice Job Trends.

Devo essere onesto, io non lho mai usato ma ho letto su molti blog che é un servizio molto valido per capire quale professione viene più ricercata rispetto ad unaltra. Se volessi andare in America a lavorare ed avessi in mente già cosa poter fare, questo servizio mi sarebbe molto di aiuto.

Uno strumento invece utile anche a noi italiani e sicuramente Google Trends che in maniera totalmente gratuita ci aiuta a capire il volume di ricerche di qualsiasi cosa ci venga in mente. In base ai risultati si può pensare di andare avanti nellanalisi del proprio mercato/prodotto.
Vedremo tra qualche giorno come analizzare le tendenze.

Link Building o Scambiolink - Aiuta il PageRank?

Qualche giorno fa mi é stata posta una domanda riguardante il puntamento di un link da un sito “amico‚Äù.

La domanda di per se era facile:
Ricevere traffico da un link di un sito mi aiuta ad aumentare il mio page rank?

La risposta ormai la conoscono anche i sassi ed é SI ma, se la pagina da cui mi puntano é del tipo ../cgibin/link/jump.as?ID=213180 la risposta é sempre SI?

Iniziamo subito col dire che Google non ama lo scambio di link se tale scambio non aiuti lutente finale ad avere più scelta dinformazione sul tema che si sta trattando. Entrando quindi nello specifico della domanda posta, per farsi unidea sulla rilevanza o meno di quel link che ci punta si va a vedere la pertinenza o meno di quella pagina che ospita il link che ci “pubblicizza‚Äù.

Ci sono molti fattori che dobbiamo analizzare per determinare il peso e limportanza di quel link, per esempio di ci sono delle differenze sostanziali se quel link punta alla index del nostro sito o ad una pagina di secondo livello e come ho sottolineato prima, quel sito deve essere pertinente al nostro.

Unagenzia di viaggi che punta ad un sito che vende scarpe non avrà la stessa rilevanza di unagenzia di viaggi che punta ad un villaggio vacanze.
Riprendendo la seconda domanda quindi la risposta da SI diventa NO e il motivo é sotto gli occhi di tutti. Quel tipo di link é detto SEO UNFRENDLY cioé non é facile da capire sia per una persona e sia per i motori di ricerca. Il traffico generato da quel link non vi aiuterà ad aumentare il vostro page rank.

Non é che ci vuole un pozzo scienza per capire che questo link é troppo anonimo e contorto da capire
../cgibin/link/jump.as?ID=213180

Questa tecnica chiamata LinkBuilding deve quindi crescere in maniera naturale perché in caso contrario non serve a nulla, anzi, rischiate di essere penalizzati.
Unaltra cosa da ricordare é che più link esterni si hanno sul proprio sito e più si perde Page Rank in quelle interne (index compresa). Google ha il potere di disporre di strumenti molto potenti per determinare se quel link é stato messo per fare un semplice scambio di link focalizzato al pagerank o allinformazione dellutente.
Nel primo caso Google filtra il link come se si trovasse di fronte ad un link rel=nofollow mentre nel secondo analizza lattinenza assoluta e studia limportanza dei contenuti della pagina linkata e decide se aumentare o diminuire il valore della pagina che punta, o di quella che riceve.
Per essere più chiaro, quanto appena detto significa che se tu inserisci un link in una tua pagina verso una seconda pagina esterna volta ad aiutare lutente il valore di pagerank che stai dando, lo ottieni in egual misura come se fossi a tua volta linkato.

Da studi fatti da Google e da articoli letti su questo tema, di solito il page rank diminuisce per la pagina da cui parte il link.
Per avere una panoramica migliore sul tema del PageRank bisogna avere bene a mente che il PageRank viene calcolato in base al valore assoluto della pagina che ci linka e a circa altri 200 fattori; pertanto se il sito che ci sta linkando ha guadagnato il proprio valore assoluto tramite degli escamotage illeciti, prima o poi sarà scoperto e appena verrà penalizzato da google in automatico verranno penalizzati anche tutti i siti che ricevono dei link da quel sito.

Ti conviene usare questa tecnica in modo innaturale?

Ti ho menzionato il fatto che oltre al valore della pagina che ci linka Google prende in considerazione altre 200 variabili. Bene!
Una é il valore della pagina, una é lattinenza dei due siti e le altre 198 variabili quali sono?
Sono nellanalisi dei contenuti delle due pagine in comunicazione, nella serietà dei due siti, nelletà dei siti, nello storico dei siti, nella mancanza di imbrogli da entrambe le parti, nella posizione dei siti nellindice del DataBase etc.. etc..

Quando ricevi un invito a fare uno scambio di link, al 99% rischi di perdere pagerank se non conosci bene il discorso del Page Rank.
Se hai altre cose da aggiungere compila tranquillamente il form dei commenti.

Pianificazione del proprio business: Internet , analisi e previsioni

Basta!! Voglio analizzare il mercato!
Esclamazione giusta di un mio cliente durante un meeting di aggiornamento e vediamo ora cosa offre internet.
Spesso mi capita di ricevere lavori da clienti i cui mercati sono a me sconosciuti, nel senso che non conosco nulla riguardo a quel o quei prodotti da mettere in vendita.

Che cosa cerco prima di tutto?

Mimmedesimo nel potenziale cliente e cerco quali keyword userei per far uscire quel sito nel motore di ricerca, in modo da capire le esigenze del mercato.

Mi spiego meglio:

Stilando una lista di parole chiave poi le posso andare ad analizzare e quindi riesco a sapere il volume di ricerca di quella keyword e anche la stagionalità in base al trend che quella parola mi tira fuori. Posso quindi capire se quel prodotto é richiesto in modo costante tutto lanno o se sta in fase calante o ascendente.

Posso quindi capire il volume di ricerca e usando gli strumenti che mi mettono a disposizione Google in WebMaster Tool, posso vedere che tipo di concorrenza ho e farmi unidea sul costo di quella parola in termini di click. Più il costo é alto e più quella parola é inflazionata. Ciò significa però che ha più mercato visto che la richiesta é più alta.

Se sto analizzando un prodotto singolo, mi viene in aiuto Ebay Pulse che mi fa vedere i prodotti più venduti divisi per categorie. Oltre ad Ebay Pulse, il trend di richiesta da parte degli utenti lo posso vedere sul noto Google Trends.

Facciamo un po di pratica. Ipotizziamo di essere dei concessionari e di volerci buttare nel mare magnum dinternet. Che cosa vendere?
Auto a km zero, auto nuove o auto aziendali?

analisi-auto

Guardando i volumi di ricerca cé subito evidente che le auto a km 0 sono più ricercate. Vediamo ora di capire il trend di questo prodotto e come viene ricercato dagli utenti.

analisi-trend-auto1

Negli ultimi dodici mesi le auto nuove lhanno fatta da padrone e possiamo vedere che il mese di Aprile e quello che va da Maggio a Luglio sono stati i più importanti ma poi qualcosa nel mercato é cambiato.

Da Ottobre le auto a km 0 hanno iniziato ad avere una certa rilevanza per poi salire verso lalto da Dicembre in poi. Non a caso le auto a km 0 si comprano alla fine dellanno.
Dobbiamo dire però che anche le auto nuove da Ottobre in poi ha avuto unascesa non indifferente, e se facciamo mente locale gli incentivi statali per salvaguardare il mercato delle auto sono iniziati proprio in quel periodo.

Anche se internet ci viene in contro, va detto anche che la propensione allacquisto su web di un determinato prodotto é direttamente proporzionale alla domanda e alla reperibilità di tale prodotto su strada.
Più il prodotto é di difficile reperimento e più é facile venderlo su internet. Le persone odiano prendere la macchina e girare per negozi invano. Quindi quando ci si rende conto che il prodotto ricercato non si trova facilmente tra gli scaffali dei negozi, si buttano su internet alla ricerca del miglior prezzo, tutto a vantaggio di chi quel prodotto lo vende online.

Conclusioni: Quando si analizza il mercato, il web cé di aiuto poichè ci mette a disposizione degli strumenti utilissimi per sondare il mercato e capire in maniera rapida cosa conviene vendere nel periodo preso in esame.
Se abbiamo un negozio online (tipo e-commerce) possiamo, con un buon grado di approssimazione, prevedere le vendite e quindi sapere in linea di massima quanto investire.

Come prevedere se un prodotto sarà venduto

Le paure dietro qualunque business sono molteplici ma quasi sempre le domande che ci vengono in mente sono uguali. E ovvio che ogni volta che ci lanciamo in un business lo facciamo perchè pensiamo che quel prodotto o servizio sia richiesto dal mercato e che quindi possa essere venduto senza troppi problemi. La palla di vetro esiste solo nei film o nelle storie per bambini ma se lavessimo andremmo subito a vedere se il nostro investimento fosse sicuro (se avessi una palla di vetro andrei a vedere quali numeri del superenalotto usciranno LOL )
Quindi per farla breve vorremmo essere sicuri che il nostro prodotto possa essere venduto senza problemi.

Come possiamo prevedere tutto ciò?
Questarticolo, forse, potrà risultare a qualcuno una cretinata ma vi racconto una storia vera di qualche anno fa.. La mia!
Mi ero da poco comprato un palmare Qtek 9000 ed avevo bisogno della pellicola salva-schermo. Entrai in un negozio e con sorpresa pagai 10 euro.
10 euro per un pezzettino di plastica marcata Brando (se non vado errato).

Ma quanto può costare alla fonte un pezzettino di plastica cosi?
Neanche a farlo di proposito qualche giorno dopo conobbi un signore (giocattolaio) che era in procinto di partire per la Cina e incuriosito da questo viaggio gli chiesi: “ma come hai fatto a trovare la fonte, bypassando tutti i passaggi di mano?‚Äù lui mi rispose: “con internet! Sono andato su alibaba.com ho cercato chi produceva giocattoli e dopo alcuni contatti ho deciso di andare in Cina di persona. Però stai attento, mi disse, su quel sito non é tutto oro quello che luccica. Molti sono dei truffatori‚Äù
Mi venne subito un idea ossia mettermi a vendere pellicole proteggi schermo per PDA. Dopo molti tentativi in quel sito trovo una fonte che mi da sicurezza nei pagamenti e nelle quantità, non a caso quello é un sito di grossisti e si devono comprare per forza grandi quantità.
Trovo quindi una ditta che mi viene incontro e mi obbliga a fare un ordine di almeno 1000 pezzi (di solito la quantità minima per chi vende pellicole é 3000) ad un prezzo lievemente più alto 0,45 anzichè 0,30. Pagamento al corriere.
Mi faccio un paio di calcoli e il mio investimento sarebbe stato di 450 euro + spedizione + dogana. A occhio e croce ogni pellicola mi sarebbe costata poco meno di 1 euro.
Ora come ho fatto a verificare se le mie analisi di mercato corrispondevano al vero?
Come ho verificato che effettivamente quei numeri corrispondevano al vero e quindi a sapere se avrei venduto le pellicole prima di acquistarle?
Ho realizzato un mini-sito mono pagina dove la homepage era una landing page fatta ad hoc per le mie necessità. Questa pagina lho strutturata in questo modo:

  • Layout semplice con banner grafico professionale
  • Logo società in primo piano e a seguire nel lato alto destro un box che richiamava il servizio clienti con un bel numero verde

N.B.
per chi non lo sapesse i numeri verde si possono comprare e caricare con del credito che verrà scalato ogni qualvolta qualcuno chiama quel numero che in automatico girerà la telefonata ad un secondo numero reimpostato).

  • Foto del prodotto con descrizione laterale e benefici del prodotto
  • Modelli di PDA e Cellulari per il quale era possibile ordinare la pellicola
  • Form da compilare in caso acquisto
  • Bene in vista la modalità di pagamento in contrassegno senza spese per lutente (MAI PAGAMETO ANTICIPATO)

Ho caricato il mio conto Adwords di 50 euro e ho incominciato a rendermi visibile con la parola chiave “Pellicole salvaschermo‚Äù

Nel giro di pochi giorni ho cominciato a ricevere i primi ordini che però non erano evasi (io le pellicole le dovevo ancora comprare) e portavo lutente in una pagina dove linformavo che il prodotto era terminato e che a breve sarebbe di nuovo stato disponibile. Sempre in questa pagina dicevo loro che se volevano potevano essere avvertiti via mail allarrivo in magazzino di nuove scorte.

A questo punto io ho potuto vedere (rischiando solo 50 euro) quante persone avrei convertito in clienti con una sicurezza del 100% in quanto la seconda pagina (quella che indicava la fine delle scorte) é apparsa solo dopo la compilazione del form inerente il fantomatico ordine.

Mettendo a confronto le entrate e il costo della pubblicità di Google Adwords ho potuto vedere se linvestimento sarebbe stato positivo, in caso contrario sarebbe stato meglio cambiare prodotto.

Sono consapevole che questo é un metodo un po ortodosso ma vi posso assicurare che lo usano in molti perchè é funzionale

Prima di vendere bisogna studiare il lancio del prodotto. Ecco 2 domande importanti.

Ogni qualvolta che lancio un prodotto (mio o di qualche affiliazione) svolgo prima di tutto unanalisi di mercato che ritengo di primaria importanza.

In base al lavoro che mi accingo a svolgere posso effettuare analisi approfondite o meno ma per entrambi i casi mi pongo sempre alcune domande:
Prima domanda:

  • Il prodotto che mi accingo a mettere in vendita é di desiderio comune?
  • Le persone richiedono questo prodotto/servizio?
  • Immedesimati sempre nel tuo cliente tipo e cerca di capire per quale motivo tangibile o emotivo dovrebbe comprare il tuo prodotto.
  • Tu lo acquisteresti?
  • Ti avventureresti a comprarlo tramite internet?
  • Il prezzo é congruo al prodotto?

Riesci a scindere lemozione che potresti avere acquistando quel prodotto dalla razionalità. Ossia un emozione tipo: “bello, figo questo prodotto, non vedo lora di averlo‚Äù che ti fa superare la pigrizia di mettere mano al portafogli, dalla scelta razionale che ti porta a pensare “questo prodotto mi serve per fare ‚Äù?

Se a questa domande non trovi una risposta positiva allora é segno che quel prodotto é da buttare e che quasi sicuramente sarà un flop

Seconda domanda:

  • La vendita o promozione che ti attingi a fare ti porterà un profitto sufficiente?
  • Il meccanismo di lancio o la promozione così come la stai articolando ti porterà il maggior numero di vendite?

A differenza della prima domanda dove il discorso é più improntato sul fattore emotivo della vendita; la seconda domanda focalizza il discorso sul lato meramente economico.
Quando si vende qualcosa il profitto viene quando si ha dimestichezza con il fattore psicologico e siccome vendere non significa guadagnare si deve fare i conti anche con il lato economico.
Lo so, sembra di aver scoperto lacqua calda ma molte volte mi trovo davanti a persone che il lato matematico non lo prendono neanche in considerazione. Non potete sapere quanti clienti ho avuto, che vendevano su eBay e alla fine dei giochi erano più i soldi che spendevano in commissioni che quelli che si mettevano in tasca. Siccome poi le fatture le pagavano a fine mese non se ne rendevano neanche conto che erano in perdita.

Guadagnare con internet “ottimizzando” il proprio blog

Di ritorno da un lungo periodo di assenza nel mio blog, dovuto ad un intenso lavoro con una società che mi ha fatto sudare 7 camicie, cercherò di evadere alcune domande che i miei clienti / visitatori mi chiedono più spesso.
Come ottimizzare il proprio blog con le tecniche SEO, ossia come GUADAGNARE ONLINE CON IL PROPRIO BLOG.

Non mi prendete per matto, ma avere un blog che attira tanto traffico ed avere allo stesso tempo un sito che vende prodotti, equivale a girare il traffico del blog nel proprio sito. E se 1+1 fa 2, ottimizzare il proprio blog equivale a “guadagnare con internet
Innanzitutto non mi dilungherò troppo perché il SEO é una materia lunga, complessa e che richiede tempo, però alcune dritte le voglio dare.
Chi mi conosce sa che la piattaforma BLOG che prediligo é Wordpress e vi assicuro che se seguirete queste piccole linee guida, avrete nel giro di poche settimane ( dipende dalla velocità dell’indicizzazione dei motori di ricerca ), degli ottimi risultati.
Ovvio che come ho sempre detto, la qualità del contenuto del vostro blog deve essere di buon livello perché se no, la scalata alle SERP dei motori rimane un sogno.
CONSIGLI PER OTTIMIZZARE IL PROPRIO BLOG
Prima di tutto, quello che vale per le pagine web vale anche per i singoli articoli, infatti ogni articolo a se stante é una pagina web e come tale deve essere trattata.

  • TITOLO

Il titolo dell’articolo che state scrivendo vale 50 punti su 100 per la scalata dei motori ed equivale al discorso del TITOLO della pagina web che spiego nel corso base (presente sul mio sito).
E’ fondamentale soffermarsi qualche minuto per scegliere il titolo giusto. Il titolo di una pagina web, di una landing page, di un libro o di un articolo equivale al riassunto di ciò che avete scritto, pertanto vanno usate poche parole ( 4-6 ). Inoltre i motori di ricerca elaborano i TITOLI degli articoli come i TITOLI delle pagine web e danno di conseguenza una rilevanza maggiore rispetto al contenuto dell’articolo

  • CONTENUTO

Il contenuto dunque deve essere strutturato in maniera consona. Vi ho sempre detto che la lingua italiana é articolata e piena di sinonimi, e la cosa più sbagliata é buttare giù un articolo di getto. Si deve far girare l’articolo intorno alle parole chiave vincenti e usare quindi i vocaboli più usati dai navigatori.

Se io parlo di di computer e gli indici di ricerca mi dicono che la parola più ricercata é PC é meglio mensionarli usando il vocabolo pc , anziché computer. Non so se ho reso l’idea.
In poche parole sarebbe ottimo buttare giù una lista di parole chiave, vedere la percentuale di ricerca e poi far girare l’articolo sulle parole più rlevanti.

  • FORMATTAZIONE

Il grassetto non va sottovalutato. L’algoritmo di Google ragiona come un essere umano. Se voi aprite un giornale, le parole in grassetto saranno quelle che verranno viste prima dal lettore. La stessa cosa succede con gli spider dei motori. Ovviamente scrivere tutto l’articolo in grassetto é controproducente perché viene visto come una furbata e quindi viene penalizzato l’articolo rispetto ad altri e si perde di posizione. Altra cosa importante é che lo stesso algoritmo, dopo aver annotato le parole in grassetto, va a verificare che siano compatibili all’articolo stesso. Questo per dirvi che se trattate un argomento relativo ai PC e inserite delle parole in grassetto che non c’entrano nulla con i PC (solo perché avete visto che vengono ricercate con più frequenza ), verrete penalizzati.
Quindi il contenuto va studiato con una certa accortezza in modo da avere un guadagno online con il traffico che il vostro blog vi porta.

  • IMMAGINI

Le immagini devono sempre e dico sempre avere un proprio tag per essere viste dai motori. Il tag che descrive le immagini é per l’appunto il Tag ALT

  • PARAGRAFI

Se l’articolo é lungo, esso dovrà inevitabilmente essere suddiviso. Prendete ad esempio questo stesso articolo. Come potete vedere lo sto suddividendo in modo che la lettura risulti più fluida e leggera all’utente finale. Quest’accortezza é solo di aiuto al lettore e non ai motori di ricerca in quanto per le SERP la suddivisione in paragrafi di una pagina web o di un articolo non ha alcuna influenza.

  • COLLEGAMENTI

Se nel vostro articolo si parla di un qualcosa presente su un altro sito é bene linkarlo in quanto aiutate la vostra fonte ad acquisire rilevanza.

L’ottimizzazione di un blog, oltre a seguire le linee guida appena descritte può essere fatta anche mediante dei plug-in di WordPress.

Quello che uso io é ALL in SEO Pack che vi permette di ottimizzare al massimo l’articolo che si sta pubblicando.

All in SEO Pack vi permette di
o Inserire un TITOLO personalizzabile
o Inserire un riassunto dell’articolo tramite il meta tag description
o Inserire e personalizzare le chiavi di ricerca

  • TEMA DI WORDPRESS

Quante imprecazioni riguardo ai temi. Io stesso divento matto e non sono mai soddisfatto perché vorrei fare tante cose che, vuoi per il tempo e vuoi per le difficoltà, non riesco a fare.
Il tema del vostro Blog deve seguire le linee guida SEO detti anche SEO Friendly. Qui dovrei continuare a scrivere per ore quindi mi limito a dirvi di installare il plug-in Google SiteMap Generator for Wordpress e di cercare in rete i benefici di questo plug-in. Per maggiori info, vi consiglio un ottimo professionista del settore. Daniele Della Corte di WPTurbo che reputo uno dei migliori in Italia.

CIao e spero a presto ( visti i miei impegni )

Corso di Web Marketing

Che dire… sto lavorando tanto ( ringraziando Dio ) ed il tempo per scrivere i miei articoli scarseggia sempre.

Intanto se volete, guardatevi la presentazione del mio corso di web marketing ed email marketing e ditemi cosa ne pensate.

Dove cliccano di più i visitatori? PPC alleato o nemico?

Una delle scommesse delle piccole aziende (e non solo) sta nel capire quali sono i link che ricevono più click e quindi capire se i link a pagamento (Adwords per intenderci) sia alla fine dei giochi un valido aiuto per incrementare il nostro traffico web.
Dopo alcuni studi e comparazioni con altri SEO a livello mondiale é uscito fuori il grafico che segue:

Analisi PPC

Quando andiamo a fare le analisi SEO relative al nostro sito, dobbiamo mettere in preventivo tutte le variabili e dobbiamo capire anche l’importanza che sta dietro all’ottimizzazione del sito stesso. Non dobbiamo focalizzare la nostra attenzione solo sulle parole chiave che abbiamo scelto o al valore che abbiamo dato al PPC.
E’ importante guardare i ratei di conversione che le singole pagine ci portano e a ciò che scriviamo nelle nostre landing page.
Spesso le persone che si avventurano in Adwords, si concentrano solo sulla campagna pubblicitaria in corso senza dare il dovuto peso a cosa gli porta effettivamente una vendita.

A volte una singola frase, il look della singola pagina o la semplicità del carrello di pagamento aiutano a prendere per mano il visitatore invogliandolo all’acquisto.
Il fatto che Google ci distolga l’attenzione sull’offerta massima per singolo click, ciò non significa che sia la cosa più importante e, in aggiunta, non é che se noi offriamo di più abbiamo più possibilità di portare a termine una vendita.
Comunque bentornati dalle vacanze Dopo un po’ di ferie si riparte con il blog sperando di darvi sempre nuove notizie. O quasi

E’ meglio un sito statico o un sito dinamico?

Molte volte mi sono posto questa domanda e pur scrivendo quest’articolo, nutro sempre dei piccoli dubbi ma l’unico dato di fatto é che il web si sta evolvendo e non servono i numeri per scoprirlo; non serve sapere che prima si chiamava web e ora si chiama web 2.0.
Internet muta di giorno in giorno, i motori di ricercano affinano i loro algoritmi, i siti sono sempre più dinamici, i blog sono ovunque e le strategie di marketing inevitabilmente si adeguano.
La domanda che in molti si pongono é se scegliere di costruire un sito statico o se é meglio propendere per un sito dinamico come i CMS (Content Management System), alias Sistema di gestione dei contenuti dove per contenuti si intende lo scritto che si inserisce nelle pagine web.
Se guardiamo il passato senza allontanarci troppo, possiamo vedere come internet era popolata per la maggior parte da siti statici (70%) poi da siti di e-commerce (20%) e per finire da siti in Flash (10%).
Con l’avvento dei blog il web ha messo una marcia in più, dando all’utente finale la possibilità di editare la pagina che legge, commentandola e pronta ad essere riportata su altri blog, forum e/o social network
Ma il posizionamento come funziona con questo nuovo web?
La platea della tribù SEO é divisa. Ci sono i conservatori che affermano ancora, che il sito migliore da posizionare sia quello statico mentre gli altri reputano che bisogna seguire il dinamismo di internet; offrendo all’utenza finale siti dinamici in modo da poter interagire con essi. Solo in questo modo le piccole società (PMI), gli enti pubblici, i privati e le associazioni potranno essere indipendenti da chi per lavoro fa il Web Design e potranno editare il proprio contenuto a loro piacere.
Per quanto riguarda i siti statici c’era (e c’é tutt’ora), l’obbligo di conoscere i software ( v. DreamWeaver), il codice HTML o di conoscere il protocollo FTP
Ma tornando alla nostra domanda, cosa é meglio al fine del posizionamento di un sito nei motori di ricerca?
Se prendiamo in esame i CMS standard come Wordpress, la rappresentazione che vediamo nei nostri monitor é di tipo statico benché il sistema ci permetta di interagire con gli articoli in modo dinamico ed intuitivo, dove anche un neofita riesce a non perdersi per strada. Ad essere diretti potremmo dire che non ci sono tantissime differenze e l’internet basata sua CMS standard W3C é fatta di siti web statici ma ma ma
Un occhio più attento potrebbe dire che ci sono dei nuovi canali di comunicazione come i PodCast e i Feed RSS e quindi le differenze si vedono.
In risposta a questa informazione, potrei dire che ad un sito statico rispettoso degli standard W3C in XHTML e CSS é possibile inserire senza problema sia un Feed RSS.

Dunque cosa é cambiato?
La domanda iniziale é sempre in piedi: Posizionare un blog o un CMS é la stessa cosa che posizionare un sito web statico?
Per rispondere non mi basterebbe una giornata, in quanto svilupperei un discorso molto articolato e difficile da capire senza basi ma la cosa sicura é che oggi aggiornare un sito statico di grandi/medie dimensioni richiede tempo, denaro e fatica inoltre richiede conoscenze dei software e del codice html.
Al contrario, aggiornare un sito basato su CMS, correggerlo o arricchirlo di nuove pagine richiede pochi click di mouse in quanto il pannello di controllo automatizza quasi tutto grazie al dinamismo del codice XHTML e alla leggerezza dei file CSS esterni che gestiscono l’aspetto grafico ( e non solo ).
Questi automatismi quindi aiutano a risparmiare tempo e denaro in quanto non sarete più costretti a dipendere da un’agenzia di web designer ogni qualvolta vogliate editare il vostro sito.

Un SEO vincente é colui che unisce il marketing commerciale a tutto ciò che riguarda il dirottamento del traffico web. Chi oggi vi offre azioni di Posizionamento Sito rispetto ai motori di ricerca basandosi soltanto sul fattore keywords advertising é da considerare antico e poco efficiente in quanto, gli stessi motori di ricerca hanno cambiato modo di pensare e le modifiche apportate da Google nel suo algoritmo ne sono la prova.
Oggi dobbiamo prendere in considerazioni tante altre variabili che ieri non c’erano, ecco perché dico che chi fa SEO in quel modo é obsoleto.
Lavorare e creare testi ad hoc per i motori di ricerca non basta più, dobbiamo effettuare un aggiornamento continuo di informazioni e dobbiamo usare tutti gli strumenti nuovi di comunicazione come i Feed RSS, gli aggregatori (FeedBurner, Technorati), i PodCast, i Tags ecc Tutte queste azioni influiscono sul posizionamento e sulla popolarità del sito e se prima pensavamo solo ai Meta Tag TITLE, DESCRIPTION, KEYWORDS, oggi dobbiamo pensare anche alla comunicazione tra il sito e il visitatore.
Un’altra cosa che vedo e leggo troppo spesso e che reputo una perdita di tempo sono i banner AdSense. Senza nulla togliere a questo strumento, molte pseudo-SEO fanno intendere che inserire dei banner AdSense dia diritto a qualche aiutino da parte di Google. Nulla di più sbagliato!
La presenza nel proprio sito di annunci pubblicitari di competitors che vendono prodotti affini al vostro non giova sicuramente alla vostra causa e se poi alcuni siti si guardano con un occhio più tecnico, vi accorgerete che molti annunci sono falsi. Non vorrei confondervi le idee ma su molti siti ho visto dei link con il look di Google Adsense ma che di AdSense hanno ben poco.
Il discorso dei Networks affiliate vi dovrebbe far venire in mente qualcosa.. o sbaglio?

Quest’ultima analisi però non deve togliere importanza ai fattori esterni che ci aiutano ad aumentare la nostra popolarità. I Link inbound, outbound, la sitemap etc.. sono sempre importanti come prima ( e come spiego esaurientemente nel corso avanzato). Questi fattori sono sempre legati al SEO e ci aiutano a generare dei risultati mirati in quanto ci danno dei risultati che tramite le statistiche aiutano il webmaster a capire cosa gli porta più conversioni in modo da ottimizzare con più precisione il proprio codice o la propria grafica.
Un’altra domanda che ci dovremmo porre é: dando per buona tutta la spiegazione che avete appena letto, i CMS hanno strutture valide per il posizionamento?
La risposta é NO. Non tutti i CMS sono validi ma tra quelli validi io includo Wordpress che ha dietro una comunità di sviluppo molto buona ed efficace, composta da persone esperte di livello alto. Un CMS che sconsiglio vivamente é Blogger che non vi da modo di manipolare e gestire tutto il codice.
Un altro punto che sconsiglio sono tutte quelle Web Agenzy che vi propinano dei siti pre-compilati CMS. Se fate una piccola indagine vi accorgerete che quasi tutte le società che hanno acquistato da loro il sito poi si sono rivolte a SEO per meglio posizionare il loro sito. Inoltre, siti nati male, finiscono altrettanto male a meno che non si spendano mensilmente soldi per il posizionamento.
Quindi se siete tra quelli che intendono farsi fare un sito e sempre meglio chiedere anche una consulenza in fase di pianificazione e stabilire sin da subito come si intenderà presenziare il web perché un investimento senza queste basi, dopo, costerà sicuramente di più.
Riprendendo il discorso iniziale posso affermare che il web é sostanzialmente MISTO ossia il sito é di per se STATICO nel rappresentare l’azienda ma diventa DINAMICO quando entriamo nel versante gestionale ( applicativi, plug-in, autorisponditori, strumenti di diffusione RSS), per facilitare l’atterraggio degli utenti sulle novità ( landing pages ).
Si può quindi affermare che l’aggiornamento continuo e l’introduzione di nuovi contenuti nel proprio sito é sempre più importante ai fini del marketing e del posizionamento e questa affermazione prende forza vedendo quei siti di clienti poco lungimiranti che non hanno aggiornato con testi mirati il loro siti, con il risultato di perdita costante di posizioni precedentemente ottenute.
Il SEO si occupa proprio di questi fattori e purtroppo l’azione SEO non ha mai fine, si deve sempre monitorare la propria posizione e quella dei propri competitors, apportando le giuste modifiche del caso. Pertanto chi afferma che l’ottimizzazione di un sito finisce dopo quell’operazione SEO é fuori strada, ecco perché nei miei corsi insisto che é meglio spendere soldi per imparare ad ottimizzare il proprio sito da soli anziché rivolgersi a società di terze parti. E’ meglio investire per imparare anziché investire ripetutamente e mensilmente soldi per essere tra i primi risultati.
Se oggi siete primi (e lasciate il vostro sito immobile), domani arretrerete in tutte le SERP al crescere di nuovi siti inerenti la vostra tipologia di prodotti.
Stefano Forice.

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