Scegliere le parole chiave per il lavoro di posizionamento sui motori di ricerca, é uno dei passaggi fondamentali per il posizionamento di un sito e questo lavoro, se mal fatto, condiziona pesantemente l’esito degli obiettivi prefissati.
Questo articlo lo sfrutterà per mostrare come strutturare le tecniche SEO basandosi sulle parole chiave scelte e la prima domanda da porsi é: quali solo le parole chiave che devo usare per posizionare il sito in vetta ai motori?
Questi punti sono corretti infatti possiamo affermare che le keyword più idonee sono quelle che ci aiutano a raggiungere gli obiettivi prefissati, in poche parole quelle che hanno un buon ROI ( ritorno sull’investimento ).
Quanto scritto si può sintetizzare con poch parole: le parol chiave ideali sono quelle che vengono più ricercate; quelle che portano più traffico ma che allo stesso tempo non siano inflazionate ( concorrenza non elevata ) in modo da avere vita più facile ai fini del posizionamento sui motori di ricerca.
Ma come le trovo le parole chiave giuste?
Innanzi tutto va fatta un’attenta analisi della concorrenza e si studiano i loro contenuti, dopodiché andremo ad analizzare le parole chiave che i competitors hanno scelto ( sono quelle che vengono ripetute più spesso ) e si mettono in pasto ai suggeritori di parole chiave come:
I link sopra riportati portano agli strumenti che questi motori ci mettono a disposizione e ci permetteranno di avere delle ottime informazioni sulle parole chiave da studiare. Ci diranno il volume di traffico che sviluppano e quanta concorrenza abbiamo.
Un’altra tecnica che dobbiamo mettere in atto é quella che ci permetterà di vedere come il motore di ricerca associa determiante parole chiave. Tale tecnica é detta Espansione della query e non é altro che una richiesta di aiuto al motore stesso. In poche parole andremo a chiedere al motore i sinonimi della parola chiave e per far ciò useremo il carattere (operatore) ” ~ ” prima della parola scelta e passo dopo passo andremo a togliere le parole evidenziate da Google.
Per essere più chiari farà un esempio: Se vogliamo trovare l’espansione della parola “marketing” ricercheremo in Google questa stringa “~web marketing”. Se inseriamo anche la query “-web marketing” e come se facessimo questa domanda al motore di ricerca “trovami tutto ciò che riguarda il web markting ma non mi elencare i siti che usano la parola chiave web marketing” (l’operatore “-” indica al motore di eliminare dai risultati la parola seguente l’operatore).
Il risultato sarà questo:

Già possiamo vedere che c’é un’altra parola chiave che magari non avevamo preso in considerazione ossia webmarketing tutto attaccato. A questo punto continuiamo ad affinare la nostra analisi ed eliminiamo dai risultati la parola webmarketing inserendo nella stringa di ricerca “~web marketing -web marketing -webmarketing”. Questo lavoro di affinamento va effettuato fino a quando non ci saranno più risultati. Tutti i termini sottratti sono l’espansione della ricerca basata sulla nostra parola chiave.
Un’altro aiuto per valutare se le nostre parole chiave sono esatte é quello di chiedere direttamente a persone non addette ai lavori. E’ strano ma più le persone sono estranee al mondo di internet e più possiamo capire i nostri potenziali clienti e su come essi possano efettuare delle ricerche per il nostro prodotto.
E’ importante vedere le cose con gli occhi dei nostri clienti perché ci aiuta ad escludere tutte le parole non coereni con il nostro sito e che quindi allontana il raggiungimento dei nostri obiettivi.
Sicuramente quando lavorerete sul posizionamento del vostro sito avrete una lista di parole chiave ed ognuna di queste avrà una percentuale di competitività. E’ preferibile partire dalle parole chiave meno competitive per arrivare a quelle più specifiche di nicchia.
Lo schema sotto riportato evidenzia bene questo concetto:

Una cosa che accade frequentemente é quella di demotivarsi, ed é sicuramante un fatto che accade a tutti perché il posizionamento, a differenza degli annunci Adwords, é lento. La scalata ai motori va in base alla velocità degli spider che aggiornano i datacenter, quindi tutto il processo SEO ne risente nei tempi. La visibilità va dunque costruita anche sulla solidità di tutto il processo SEO.
Il processo SEO deve essere progettato e sviluppato a step passando da “parole chiave”poco competitive fino a quelle più complesse, basandosi sempre sui posizionamenti raggiunti dalle parole meno competitive.
Oggi dedicherò un pò di tempo su alcuni punti fondamentali per creare una pagina ben indicizzata nei motori di ricerca . Devo subito soffermarmi sul fatto che la struttura del sito é molto importante per ottenere un’indicizzazione degna di questa parola. E’ consigliabile creare della pagine singole in cui viene descritto il prodotto in essa contenuto con un copywriting giusto ossia con dei contenuti che rappresentino in modo esatto il prodotto illustrato. In poche parole si deve creare un contenuto che ruota intorno alle parole chiave.
Se sotto esame c’é un blog ogni tag o categoria evidenzia una sezione del sito mentre i post saranno il contenuto di queste sezioni, quindi ogni volta che si finisce di scrivere un articolo non bisogno dimenticare di aggiungere i tag al post.
Nel caso di altri tipi di siti, da quelli aziendali al CMS é fondamentale strutturare bene i menu di navigazione interno e quindi non va sottovalutato l’uso di parole chiave anche nel menu.
Se non si é capito, l’uso delle parole chiave in giro per la pagina web aiuta molto a posizionare un sito nelle zone alte ma non esagerate nel numero di parole chiave perché disperderete le vostre forze. 2 al massimo 3 parole o frasi devono essere il perno il resto… come dice una canzone é noia.
Scherzi a parte, se incomincierete a riempire le vostre pagine di tante/troppe parole chiave la percentuale di ognuna sarà bassa e quindi la rilevanza avrà lo stesso risultato. Se invece la parola xxxxx viene ripetuta per un 15%-20% lo spieder lo rileverà e una volta studiato il contenuto della vostra pagina e dopo aver appurato che effettivamente quella parola chiave é inerente al sito, vi darà un ranking più alto.
E’ conveniente tenere sempre presenti i principi validi per le parole chiave, ovvero il target a cui intendiamo rivolgerci con il nostro sito e anche come vogliamo essere trovati, é errato pensare che una parola vale l’altra. In linea generale si buttano giù una lista di parole chiave, si controllano le parole chiave usate dai concorrenti e in base al volume di traffico che muovono si decide quali usare ossia con quale vogliamo essere trovati.
La/le pagine dovranno essere ne lunghe e ne corte, dovrà avere delle parti in grassetto e dovranno rispettare la codifica dei tag giusta, ossia non bisogna dimenticare l’intestazione h1 che riassume il contenuto della pagina e danno al lettore subito un input per capire di cosa tratta.
Le immagini sono belle in termine di grafica e come si dice di solito un’immagine vale più di mille parole ma non vale questo detto per il SEO. Se usate le immagini usate anche i tag img e alt, per aiutare lo spider ad indicizzarle. Senza tag img e alt lo spider non le vede. Usate anche in questi tag le parole chiave da voi scelte
Per finire siate originali, una volta visibili sui motori di motore dovrete conquistare i visitatori e più sarete originali e più venderete i vostri prodotti.
Usate le tecniche spiegate nel corso avanzato per aumentare il vostro traffico con relative vendite (localhost)
Non dimenticate di inserire caratteristiche e concetti idonei alla vostra pagina, presentate bene prodotti con le giuste parole e non dimenticate mai i pesi che gli elementi assumono a seconda della posizione che gli date nella pagina. Prima una parola chiave verrà usata e più rilevanza acquisterà. Si va sempre da sinistra a destra, dall’alto in basso, questo perché quando create un sito dovete scrivere codice ottimizzato per i robots e creare interfacce e testi per gli uomini.
Oggi metto nel blog questa lezione che é presente nel Corso Base perché nelle ultime settimane moltissimi utenti mi stanno facendo delle domande in merito alle parole chiave e quindi sento la necessità di girare queste informazioni a più persone possibili. Se volete leggere questo articolo con una formattazione meno pesante da leggere cliccate QUI
Come già spiegato nel corso base uno dei punti cardine di un buon sito é quello di riuscire a farsi trovare. Nell’immaginario collettivo Internet é un mondo pieno di strade ed incroci dove i bit viaggiano alla velocità della luce per arrivare a destinazione tramite il nome del sito che digitiamo, che altro non é che un indirizzo I.P. univoco.
Bene! Come già spiegato le parole che vengono usate all’interno di una pagna web vengono indicizzate dentro tanti datacenter collegati tra loro e serviranno in un secondo momento ai motori di ricerca quando un utente scrive le parole chiave nella stringa di ricerca.
Per capire bene il compito delle parole chiave, e come esse vengono usate dai motori é bene chiarire subito un paio di punti importanti:
1) A cosa serve una parola chiave?
2) Come viene usate la parola chiave dai motori di ricerca?
3) Cosa non é una parola chiave?
Prima di tutto, la o le parole chiave sono delle parole che sintetizzano un “qualcosa” che vuole essere cercato e non serve invece a posizionare i siti nei motori di ricerca. E’ bene chiarire questo concetto perche’ a volte leggo molta confusione su questo punto
1+1=2
Detta così può essere fraintesa, ma ciò che voglio evidenziare é che l’utente quando digita la sua parola già conosce il risultato, anzi, é meglio dire che vorrebbe un determinato risultato che però a volte non esce per errore dell’utente che magari ha usato parole chiave sbagliate oppure ha sintetizzato in malo modo il suo concetto..
Facciamo degli esempi…
Quando apri un motore di ricerca tipo Google e scrivi nella stringa “listbuilding” stai chiedendo al motore che vuoi avere notizie sull’email marketing quindi stai esprimendo una necessità e lo stai facendo con una parola ben definita. Altre persone per esempio potrebbero voler ricercare le stesse cose usando delle parole chiave diverse tipo ” Corso Email Marketing” o “Email Marketing” o ancora “Emailmarketing”.
Quindi quando fai una ricerca su internet scrivi delle equazioni con le parole e ti aspetti di trovare il risultato da prospettato..
Come vedi le parole chiave non servono a posizionare un sito bensì servono a ricercare un sito e quindi l’uso che un webmaster fa delle parole chiave é quello di usarle nei suoi testi in modo che gli spider indicizzino il suo sito memorizzando nei datacenter quelle parole che nella pagina sono rilevanti. (in verità lo spider le memorizza tutte però poi da una rilevanza alla pagina a seconda della quantità di parole in essa contenute). Quindi possiamo dire che le parole chiave servono ad individuare le necessità del tuo Target ossia dei tuoi clienti.
Ecco cosa dobbiamo evitare quando si fa la ricerca delle parole chiave che vuoi utilizzare nel tuo sito:
Prima di utilizzare gli ottimi strumenti che Google e Yahoo ti mettono a disposizione (Keyword Tool) chiedi ai tuoi clienti/utenti/lista come ti hanno trovato o quali parole cercherebbero, volendo trovare il tuo prodotto. In poche parole fai loro un intervista per capire cosa li ha spinti a comprare da te o cosa li ha spinti a visitare il tuo sito.
In un secondo momento puoi entrare nello specifico chiedendogli quali parole chiave hanno utilizzato o utilizzerebbero su Google per trovarti.
Se hai una lista di contatti puoi fare un sondaggio o mandargli una semplice mail.
Cosa succede se però sei agli inizi e non hai neanche un cliente? mmm.. Qualche amico lo avrai no! L’unica cosa che però devi tenere presente é che queste domande le devi fare a qualcuno a cui interessano i tuoi prodotti,
Dopo aver effettuato il tuo mini sondaggio ti crei su un pezzo di carta (o nel tuo pc) una tabella tipo questa:

All’interno scriverai i risultati associando ad ogni frase usata (espressa nella lingua comune) le necessità (quello che l’utente vuole cercare) che i tuoi amici ti hanno evidenziato.
Una volta terminato questo compitino potrai finalmente passare alla fase 2^ ossia l’uso di Google Tools Keywords e Overture di Yahoo.
Probabilmente, mentre stai leggendo non ti é ancora ben chiaro il motivo di questo primo passaggio, ma senza accorgertene avrai realizzato una lista di necessità che gli utenti interessati ai tuoi prodotti affrontano quando si mettono alla ricerca di essi ed ovviamente avrai creato questa lista nella lingua dell’utente.
All’interno del corso avanzato di ListBuilding Profits trovi un intero capitolo che spiega l’importanza della lingua dell’utente, a volte fatta di imprecisioni e incorrettezze.
Il titolo di questa fase 2 é l’errore più comune dove il 90% dei webmaster incappano.
La prima cosa che devi fare é concentrarti sui tuoi prodotti senza dilungarti troppo. Molti webmaster o aspiranti SEO cercano di rendere visibile il proprio sito inserendo tante/troppe parole chiave a volte generiche e poco attinenti ai loro prodotti, e lo fanno perche’ vorrebbero riuscire a prendere una fascia più ampia di navgatori.
Ti faccio un esempio proprio con il sito di ListBuilding Profits.
Questo sito offre un Corso sull’Email Marketing che é una materia tra le tante che compongono il mondo dell’ Web Marketing.
Quindi sintetizzandolo potrei usare queste parole:
- Listbuilding
- Corso Email Marketing
- Internet Marketing
Se cadessi nell’errore di cui sopra, potrei espandere la cerchia dei miei utenti (per essere più visibile), usando altre parole chiave come:
- Corsi
- Corsi di formazione
Ovviamente a me piacerebbe uscire nei motori di ricerca anche quando un utente cerca semplicemente “Corso di formazione” ma oltre ad essere estremamente difficile, non mi porterebbe i risultati che voglio perché aumenterei il traffico nel sito ma fare passare degli utenti “poco targhettizzati”.
E’ molto più redditizzio focalizzare le parole chiave giuste ( le più inerenti ai miei prodotti) e creare dei contenuti per le mie pagine web che girano intorno a quelle parole. In questo modo si acquista in maniera del tutto naturale la propria visibilità con le parole che più sintetizzano il mio sito. Infatti usanto le parole:
- Listbuilding
- Corso Email Marketing
- Internet Marketing
Non a caso se andate su Google e cercate listbuilding (tecnica di email marketing) io in soli 10 giorni dalla nascita di questo sito (nato il 1 Gennaio 2008) sono già al posto (in verità 3 giorni fa ero al 2 ma per effetto del Google Dance oggi sono al 4 )
Se invece inserisco la parola chiave composita “Corso Email Marketing” sono ancora a pagina 3 per il semplice motivo che devo ancora ottimizzare i miei contenuti, lavorare ancora sulle tecniche di Link Popularity e devo comunque affrontare più concorrenza. Tutto a suo tempo!

Hai letto bene! Cancella dalla tua mente la lista che hai creato delle tue parole chiave.
Riempire il contenuto delle tue pagine web con tutte le parole chiave che hai trovato equivale a SBAGLIARE METODO, pertanto te le devi dimenticare e ti devi focalizzare su 2-3 parole. La lista che hai creato ti deve solo servire a prendere spunto per creare i contenuti mentre se le utilizzi per aumentare la densità delle parole chiave ( Keyword Density ) creerai solo una pagina senza senso sia per i tuoi utenti e sia per gli spider.
Se invece usi le parole trovate per articolare i tuoi contenuti e ti concentri sulle 2-3 più importanti (quelle che più si avvicinano alla rappresentazione dei tuoi prodotti) e magari, ad arte, le ripeti più volte allora farai capire agli spider che stai parlando proprio di quel prodotto e siccome quelle 2-3 parole vengono ripetute più volte capiranno anche che sono quelle le parole giuste che classificano la tua pagina. Operando in questo modo quando un utente cerca quelle parole nellla stringa di ricerca, l’indexer che ha indicizzato il tuo sito nel proprio datacenter farà questo raggionamento:
- Legge l’indici
- Trova tutte le pagine che trattano quella parola chiave
- Le mette in ordine di rilevanza ( qui tocchiamo altri tasti ben spiegati nel corso avanzato che puoi acquistare qui)
- Le mostra all’utente nei risultati di ricerca
Spero che questa mini spiegazione ti sia di aiuto per capire meglio alcuni meccanismi del mondo dell’Internet Marketing. Per un corso più avanzatoti invito a studiare più approfonditamente
Direttamente dal blog di Google Italia: un ricercatore della Normale di Pisa, inviando una serie di query automatizzate attraverso un sistema che sfrutta le teorie del calcolo distribuito, ha scalato con il proprio nome la vetta della lista di keyword piu’ cercate del mese, ovvero il famoso Google Zeitgeist.In mancanza di ulteriori informazioni dettagliate evito di commentare quanto accaduto, come alcuni colleghi SEO fanno, perché resta da capire come poche query automatizzate abbiano potuto battere moltissime query spontanee
Chi va alla ricerca di cyber-scoop pero’ dovrebbe abbassare le penne perche’ non si contano le volte che Google e’ stato beffato negli ultimi anni. D’altronde ad ogni cosa c’e’ soluzione e come Bill Gates anche i “ragazzi” di Google devono stare attenti alle falle dei sistemi.
Tanto per ricordarne una, cosa dovremmo dire dei webmaster partenopei che qualche anno fa con una manciata di IP, qualche computer acceso e le solite query automatizzate, sono riusciti a buggerare ripetutamente il sistema di listing di Adwords risparmiando migliaia di Euro (e facendone sperperare altrettanti ai concorrenti)?![]()
In tutte le attività lavorative, sia nel mondo reale e sia su Internet, se ti vuoi far conoscere dovevi necessariamente pubblicizzare e promuovere i tuoi prodotti e/o servizi.
Pertanto se vuoi aumentare le visite del tuo sito web dovrai usare alcune strategie e tecniche di marketing per pubblicizzarlo.
Hai due alternative:- Pubblicità Offline (mass media tradizionali + varie)- Pubblicità Online + Motori di Ricerca
Pubblicità Offline
E’ quella che ogni giorno ci tartassa: TV, Riviste, Cartellonistica, etc… E’ un tipo di pubblicità costosa e come target ha una fascia di persone generiche e spesso disinteressate ( chi non sbuffa quando arriva lo SPOT durante un bel film!).Pubblicizzare un sito web tramite i canali tradizionali può andar bene solo dopo un’adeguata campagna pubblicitaria online.
Pubblicità online + Motori di Ricerca
Per quanto riguarda la promozione di un sito devi innanzitutto assicurarti che il codice sia ottimizzato per i motori di ricerca ossia fare in modo che il contenuto delle pagine web possano essere ‘registrate’ facilmente dai Motori che al momento opportuno le tireranno fuori a chi lo cerca.
Fate in modo che il sito diventi come un libro o un giornale . L’importanza dei Tag é di vitale importnza (Indice, capitoli, paragrafi.) vanno quindi messi in ordine e mai al contrario. Avere un titolo con Tag H3 e poi i sottotitoli con Tag H1 é sbagliato e questo penalizza sia la vostra posizione sul web e sia la lettura allo spider.
Ti ricordo che una pagina che non riceve link non é raggiungibile né dagli utenti né dai motori di ricerca, questo concetto lo devi avere bene a mente, pertanto fai in modo di popolare la tua popolarità ( scusa la frase ostrogota). Devi obbligatoriamente usare la strategia del Link Popolarity. Se non sai cos’é ti invio a leggere i miei libri. Il Libro Base é GRATUITO
Avere un sito ottimizzato per i motori di ricerca significa dire risparmiare parecchio tempo in pubblicità e promozione perché molto lavoro lo faranno gli spider
Contenuto = Popolarità Questo punto é il più importante in quanto ne va del tuo business. Rendere popolare il proprio sito web non é difficile ma ci si deve sbattere un pò. Devi necessariamente rimboccarti le maniche, devi offrire contenuti utili e aggiornati e piazzarli ad arte nei luoghi gusti. Se i contenuti e i servizi che offri sono degni della parola qualità si innescherà un’altra faccia del Web Marketing ossia il Viral Marketing ed il bello é che si svilupperà autonomamente. La popolarità dei tuoi contenuti molto probabilmente porterà il tuo sito a ricevere link da altri siti e webmaster che considerano utili le tue risorse.I link in entrata vengono considerati dai motori di ricerca come dei voti e di conseguenza potrebbero considerare popolare un sito con un gran numero di link in entrata (no scambio link!) rendendelo più facilmente reperibile tra i risultati delle ricerche.Questa é una delle ragioni per cui a molti siti sono stati affiancati dei blog. Il blog é uno degli strumenti utili alla creazione di contenuto, é velocemente aggiornabile, e per questo può rendere un pò più “dinamico” qualunque sito.
Dal Blog di Simone Carletti vi riporto questo video di introduzione alla Link Popularity ben spiegato nel mio libro in vendita QUI e devo fare i miei complimenti a Simone perché ha fatto un ottimo lavoro perché questo video approfondiscel’argomento Web Marketing.
Le ultime news dal mondo SEO dicono che alcuni siti importanti o meno, hanno subito una diminuizione del page rank significativa. La motivazione di tale diminuizione sembrerebbe essere dovuta dalla vendita di link a pagamento, una piccola domanda che mi chiedo poi é come fa google a sapere se un link é stato messo in vendita o meno?
Sembrerebbe ( e qui il condizionale é d’obbligo) che siano stati penalizzati molti portali e blog famosi tipo quelli sui Comunicati Stampa e quelli relativi agli Article Markeing. Nel mio corso in vendita sul sito http://www.listbuilding.it dedico un capitolo intero sull’importanza di questo tipo di siti e sul come devono essere usati per moltiplicare le proprie conversioni e visite sui propri siti ( vi invito a studiarlo con molta attenzione ).
Il comune denominatore tra questi siti che si sono visti diminuire il proprio page rank sono a mio parere due fattori principali:
Ipotizzando che questi due fattori siano veri mi sono dato una spiegazione personale, ossia penso che Google non abbia penalizzato questi siti per l’ipotesi della vendita di link ma al contrario abbia dato loro un peso specifico inferiore in modo da non penalizzare il funzionamento dell’algoritmo di Google stesso che in un modo o nell’altro va a toccare tutta la teoria della tecnica del Link Popularity.
Come spiegato nel corso avanzato sul mio sito la tecnica della Link Popularity é la più importante e potente che oggi ci sia per spingere verso l’alto i siti, non entro nel detaglio perché dovrei scrivere intere pagine di Blog e non a caso ci sono oltre 30 pagine di spiegazione nel corso da me venduto.
Il concetto chiave di questa tecnica a quanto pare si é dimostrata molto più dfficile in quanto sono nati ulteriori fenomeni che possono incidere a modificare i parametri che gli spider vanno a memorizzare nei datacenter come per esempio il google bombing.
Pertanto questo metodo che in teoria é giusto é altamente influenzabile manualmente dalle persone che dedicano la loro attivita al SEO.
Per dirla in breve, hanno trovato il modo per agirare i controlli di google e influenzare le sue decisioni, non a caso negli ultimi tempi sono nate milioni di directory non a pagamento dove le persone andavano ad inserire l’URL dei propri siti. Se ci fate caso, anche i blog nell’ultimo anno hanno avuto un boom di nascite e guarda caso il boom é venuto dopo aver saputo che Google da peso anche questa tipologia di pagine per il posizionamento.
Ora cosa é successo?
Google si é resa conto che é molto facile ottenere link che puntino ai propri siti e quindi sta correndo ai ripari, ovviamente la stessa Google é conscia che le directory sono diverse dalle piattaforme di articles marketing e forum in quanto in quest’ultime presentano molto testo da indicizzare e quindi penalizzarle significa rendere visibile una mole di siti non indifferente. Per dare una spiegazione a queste diminuizioni di PageRank potremmo ipotizzare che gli analisti di Google abbiano agito in questo modo:
Quindi l’idea che mi sono fatto su questo evento é che Google non abbia inviato nessun’ammonizione, bensì ha modificato il parere su ciò che esce dai loro siti limitando in parte il peso relativo che incide sulla tecnica della Link Popularity
Convertire i propri visitatori in clienti tramite un sito web, é di vitale importanza ma il primo comandamento é far arrivare gli utenti sul nostro sito. Ecco quindi che Davide Bozzi vi aiuterà a capire meglio alcuni concetti chiave.
Nell analisi delle statistiche di una campagna di email marketing si prendono in considerazione valori come aperture, click e conversioni e analizzadone gli andamenti si valuta il successo o meno di una camapgna rispetto ad un altra.
Questo é l approccio forse pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ semplice per valutare le attività di email marketing, ma é superfciale perché non ci permete di capire dove e come questi valori si formano.
Ad esempio, un analisi di questo genere, in caso di caduta vertiginosa dei tassi conversione, potrebbe portare alla conclusione di dover incrementare la lista a cui inviare le email per ovviare al calo delle richieste. Questa conclusione per‚Äöà√∂‚Äö√¢¬ß non sempre é corretta, vediamo perché.
Dall invio delle email alla conversione si verificano diversi eventi, ognuno dei quali capace di per sé di influire sulle prestazioni della campagna. E quindi fondamentale capire, passo dopo passo, cosa succede dopo aver inviato le nostre email.
Lo strumento che ci viene in aiuto in questa analisi é il funnel. Il funnel ci permette di analizzare il flusso di dati statistici dall invio fino alla richiesta, evidenziando i punti critici del processo.
Utilizzando il funnel riusciamo quindi a sezionare i singoli punti che portano alla conversione.
In questo modo, se in un futuro invio le conversioni dovessero calare, potremo identificare in modo agevole il motivo. Ad Esempio:
Questo ci permette anche di capire dove intervenire per migliorare le prestazioni e soprattutto ci permette di capire che non sempre per ovviare ad un calo di conversioni é sufficiente incrementare il numero di invii.
Questo é ancora pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ vero se teniamo in considerazione che, avendo a disposizione poco tempo, é molto pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ semplice ottimizzare il processo piuttosto che incrementare la lista di contatti.