Una delle scommesse delle piccole aziende (e non solo) sta nel capire quali sono i link che ricevono più click e quindi capire se i link a pagamento (Adwords per intenderci) sia alla fine dei giochi un valido aiuto per incrementare il nostro traffico web.
Dopo alcuni studi e comparazioni con altri SEO a livello mondiale é uscito fuori il grafico che segue:

Quando andiamo a fare le analisi SEO relative al nostro sito, dobbiamo mettere in preventivo tutte le variabili e dobbiamo capire anche l’importanza che sta dietro all’ottimizzazione del sito stesso. Non dobbiamo focalizzare la nostra attenzione solo sulle parole chiave che abbiamo scelto o al valore che abbiamo dato al PPC.
E’ importante guardare i ratei di conversione che le singole pagine ci portano e a ciò che scriviamo nelle nostre landing page.
Spesso le persone che si avventurano in Adwords, si concentrano solo sulla campagna pubblicitaria in corso senza dare il dovuto peso a cosa gli porta effettivamente una vendita.
A volte una singola frase, il look della singola pagina o la semplicità del carrello di pagamento aiutano a prendere per mano il visitatore invogliandolo all’acquisto.
Il fatto che Google ci distolga l’attenzione sull’offerta massima per singolo click, ciò non significa che sia la cosa più importante e, in aggiunta, non é che se noi offriamo di più abbiamo più possibilità di portare a termine una vendita.
Comunque bentornati dalle vacanze Dopo un po’ di ferie si riparte con il blog sperando di darvi sempre nuove notizie. O quasi
Nell analisi delle statistiche di una campagna di email marketing si prendono in considerazione valori come aperture, click e conversioni e analizzadone gli andamenti si valuta il successo o meno di una camapgna rispetto ad un altra.
Questo é l approccio forse pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ semplice per valutare le attività di email marketing, ma é superfciale perché non ci permete di capire dove e come questi valori si formano.
Ad esempio, un analisi di questo genere, in caso di caduta vertiginosa dei tassi conversione, potrebbe portare alla conclusione di dover incrementare la lista a cui inviare le email per ovviare al calo delle richieste. Questa conclusione per‚Äöà√∂‚Äö√¢¬ß non sempre é corretta, vediamo perché.
Dall invio delle email alla conversione si verificano diversi eventi, ognuno dei quali capace di per sé di influire sulle prestazioni della campagna. E quindi fondamentale capire, passo dopo passo, cosa succede dopo aver inviato le nostre email.
Lo strumento che ci viene in aiuto in questa analisi é il funnel. Il funnel ci permette di analizzare il flusso di dati statistici dall invio fino alla richiesta, evidenziando i punti critici del processo.
Utilizzando il funnel riusciamo quindi a sezionare i singoli punti che portano alla conversione.
In questo modo, se in un futuro invio le conversioni dovessero calare, potremo identificare in modo agevole il motivo. Ad Esempio:
Questo ci permette anche di capire dove intervenire per migliorare le prestazioni e soprattutto ci permette di capire che non sempre per ovviare ad un calo di conversioni é sufficiente incrementare il numero di invii.
Questo é ancora pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ vero se teniamo in considerazione che, avendo a disposizione poco tempo, é molto pi‚Äöà√∂≈ì√Ñ semplice ottimizzare il processo piuttosto che incrementare la lista di contatti.