Yahoo lascia il meta tag “keywords”

Finalmente anche Yahoo (l’ultimo motore a tenere in considerazione il meta keywords)  ha ufficializzato dopo Google, che la meta tag
keywords non viene piú presa in considerazione per il ranking nel loro motore di ricerca. Meglio tardi che mai
Vi riporto in lingua inglese un articolo che ho preso da seroundtable.com

E’ ufficiale, nessuno dei maggiori motori di ricerca usa il meta tag “keyword” per il ranking delle pagine. Pertanto gli algoritmi non ne terranno più conto. Anche Yahoo ha di fatto annunciato lo scorso Martedi durante Ask The Search Engines: Best Practices Edition e la conferenza del SMX East creando un certo stupore.

Per molto tempo la loro società (Yahoo per l’appunto) ha usato questo meta tag, ma durante la sessione riguardante le Domande & Risposte, Cris Pierry, Senior Director, Search, Yahoo ha annunciato alle  2:09pm (EST), che loro non usavano più il meta take “keyword” per dare il ranking alle pagine indicizzate.Yahoo ha ammesso di non usarlo più da “qualche mese”

Comunque leggetevi l’articolo che è interessante

Come vendere un nuovo prodotto su internet

Abbiamo parlato di Business Plan in uno dei miei articoli ma non abbiamo ancora parlato di come vendere un nuovo prodotto su internet. Oltre a lavorare sulle reti aziendali mi succede spesso che aziende o privati mi chiedano di sviluppargli un sito o di affiancarli durante la nascita di nuovi prodotti da immettere nel mercato.

In linea di massima vivo sempre le stesse cose in quanto le persone che mi contattano focalizzano la loro attenzione su quanto é bello il loro prodotto/servizio e su quanti soldi ci possono fare, mettendo in secondo piano limpatto che avrà sul cliente finale senza immedesimarsi in questultimo.

Un approccio di questo tipo sviluppa un circolo mentale vizioso perchè é basato interamente sul venditore senza preoccuparsi di sapere se il mercato quel prodotto lo vuole.
Neanche a farlo apposta, una volta lanciato il prodotto sul mercato, le probabilità di arrivare al proprio target sono molto ridotte.

Un altro errore é anche quello di sviluppare servizi (magari a pagamento mensile) che in teoria dovrebbero aiutare i propri clienti e siccome questo servizio fa risparmiare tempo e denaro lo si lancia e basta. Poi una volta lanciato sul mercato si rivela un flop clamoroso!
Perché?

Perchè la chiamata allazione che fa sì che una persona compri un prodotto é dettata dal desiderio di averlo e quindi da unemozione che ci viene da dentro e quasi mai si compra qualcosa perchè se ne ha bisogno. Io stesso non mi ricordo di aver mai comprato un paio di scarpe per bisogno; le ho sempre comprate perchè il desiderio di vederle sotto quel bel paio di pantaloni che ho nellarmadio era forte. La razionalità da parte di chi acquista é quasi sempre latitante.
Si può quindi affermare che listinto decide e la ragione giustifica.

Quindi come devo fare per vendere un prodotto?

La flow chart da seguire per vendere un prodotto partendo da zero é

  • Individuare una nicchia di mercato che cerca un certo tipo di prodotto o servizio, cioé che sia propenso allacquisto.
  • Verificare che si abbia la possibilità di arrivare al target. Se si ha un sito con una posizione in centesima pagina magari si potrebbe pensare di avviare una campagna Adwords
  • Essere preparati in quel mercato e quindi avere piacere di lavorare con quel prodotto e con quella tipologia di potenziali clienti. Se si vendono integratori ma non si conosce neanche la differenza tra carboidrati e proteine qualche dubbio dovrebbe venirvi.
  • Individuare cosa cerca o di cosa ha bisogno la nicchia di mercato per il quale avete deciso di scendere in campo
  • Essere in grado di fornire al mercato ciò che richiede.

Se hai altre cose da aggiungere sei invitato a farlo.

I prodotti più cercati: una analisi dei trend

Titolo accattivante lo so ma anche questarticolo é frutto di molte domande che mi vengono poste dai miei clienti.
Ovviamente sarò breve perchè questargomento non si può trattare con un semplice articolo, però un aiutino ai meno esperti la voglio dare.

Dicevo quindi che i miei clienti, prima o poi mi fanno la seguente domanda:

Come si fa a sapere se ciò che sto per mettere online ha mercato?

Lanalisi di un prodotto é innanzitutto doverosa e può avere molte sfaccettature che va dalla richiesta in quel momento di quel particolare servizio/prodotto; al guadagno in base allinvestimento, dal trend che si potrebbe presentare davanti e . blablabla..

La prima cosa che però si ricerca é il trend perchè mettere sul mercato qualcosa la cui richiesta va da Natale a Santo Stefano é da matti (per non dire altro)
Ecco allora che entrano in gioco software di analisi di web marketing a pagamento e gratuiti.

Se volessimo studiare il mercato americano uno dei migliori servizi di Trend é Indeed che si differenzia da altri per il fatto che analizza i social network ed in special modo le richieste di lavoro che tradotto appunto si dice Job Trends.

Devo essere onesto, io non lho mai usato ma ho letto su molti blog che é un servizio molto valido per capire quale professione viene più ricercata rispetto ad unaltra. Se volessi andare in America a lavorare ed avessi in mente già cosa poter fare, questo servizio mi sarebbe molto di aiuto.

Uno strumento invece utile anche a noi italiani e sicuramente Google Trends che in maniera totalmente gratuita ci aiuta a capire il volume di ricerche di qualsiasi cosa ci venga in mente. In base ai risultati si può pensare di andare avanti nellanalisi del proprio mercato/prodotto.
Vedremo tra qualche giorno come analizzare le tendenze.

Link Building o Scambiolink - Aiuta il PageRank?

Qualche giorno fa mi é stata posta una domanda riguardante il puntamento di un link da un sito “amico‚Äù.

La domanda di per se era facile:
Ricevere traffico da un link di un sito mi aiuta ad aumentare il mio page rank?

La risposta ormai la conoscono anche i sassi ed é SI ma, se la pagina da cui mi puntano é del tipo ../cgibin/link/jump.as?ID=213180 la risposta é sempre SI?

Iniziamo subito col dire che Google non ama lo scambio di link se tale scambio non aiuti lutente finale ad avere più scelta dinformazione sul tema che si sta trattando. Entrando quindi nello specifico della domanda posta, per farsi unidea sulla rilevanza o meno di quel link che ci punta si va a vedere la pertinenza o meno di quella pagina che ospita il link che ci “pubblicizza‚Äù.

Ci sono molti fattori che dobbiamo analizzare per determinare il peso e limportanza di quel link, per esempio di ci sono delle differenze sostanziali se quel link punta alla index del nostro sito o ad una pagina di secondo livello e come ho sottolineato prima, quel sito deve essere pertinente al nostro.

Unagenzia di viaggi che punta ad un sito che vende scarpe non avrà la stessa rilevanza di unagenzia di viaggi che punta ad un villaggio vacanze.
Riprendendo la seconda domanda quindi la risposta da SI diventa NO e il motivo é sotto gli occhi di tutti. Quel tipo di link é detto SEO UNFRENDLY cioé non é facile da capire sia per una persona e sia per i motori di ricerca. Il traffico generato da quel link non vi aiuterà ad aumentare il vostro page rank.

Non é che ci vuole un pozzo scienza per capire che questo link é troppo anonimo e contorto da capire
../cgibin/link/jump.as?ID=213180

Questa tecnica chiamata LinkBuilding deve quindi crescere in maniera naturale perché in caso contrario non serve a nulla, anzi, rischiate di essere penalizzati.
Unaltra cosa da ricordare é che più link esterni si hanno sul proprio sito e più si perde Page Rank in quelle interne (index compresa). Google ha il potere di disporre di strumenti molto potenti per determinare se quel link é stato messo per fare un semplice scambio di link focalizzato al pagerank o allinformazione dellutente.
Nel primo caso Google filtra il link come se si trovasse di fronte ad un link rel=nofollow mentre nel secondo analizza lattinenza assoluta e studia limportanza dei contenuti della pagina linkata e decide se aumentare o diminuire il valore della pagina che punta, o di quella che riceve.
Per essere più chiaro, quanto appena detto significa che se tu inserisci un link in una tua pagina verso una seconda pagina esterna volta ad aiutare lutente il valore di pagerank che stai dando, lo ottieni in egual misura come se fossi a tua volta linkato.

Da studi fatti da Google e da articoli letti su questo tema, di solito il page rank diminuisce per la pagina da cui parte il link.
Per avere una panoramica migliore sul tema del PageRank bisogna avere bene a mente che il PageRank viene calcolato in base al valore assoluto della pagina che ci linka e a circa altri 200 fattori; pertanto se il sito che ci sta linkando ha guadagnato il proprio valore assoluto tramite degli escamotage illeciti, prima o poi sarà scoperto e appena verrà penalizzato da google in automatico verranno penalizzati anche tutti i siti che ricevono dei link da quel sito.

Ti conviene usare questa tecnica in modo innaturale?

Ti ho menzionato il fatto che oltre al valore della pagina che ci linka Google prende in considerazione altre 200 variabili. Bene!
Una é il valore della pagina, una é lattinenza dei due siti e le altre 198 variabili quali sono?
Sono nellanalisi dei contenuti delle due pagine in comunicazione, nella serietà dei due siti, nelletà dei siti, nello storico dei siti, nella mancanza di imbrogli da entrambe le parti, nella posizione dei siti nellindice del DataBase etc.. etc..

Quando ricevi un invito a fare uno scambio di link, al 99% rischi di perdere pagerank se non conosci bene il discorso del Page Rank.
Se hai altre cose da aggiungere compila tranquillamente il form dei commenti.

Alcuni suggerimenti su cosa vendere OnLine

Una delle domande che mi vengono poste con più frequenza é cosa poter vendere su internet ed io rispondo sempre TUTTO purché ci sia la domanda da parte degli utenti

Vediamo però di dare alcuni suggerimenti per capire cosa invece conviene vendere.
Poniamoci prima alcune domande:

  • Cosa sai vendere?
  • Qualé quel prodotto o mercato dove ti ritieni sufficientemente preparato e che ti da soddisfazione?
  • Qual é quel mercato che ti farebbe distinguere dalla massa?

Nel caso tu abbia più mercato:

  • Quale di questi mercati ti porterebbe più guadagno?
  • Quale mercato ha più domanda?

Queste domande non dovrebbero mai mancare nella nostra testa specie se ci stiamo avvicinando ad un nuovo business.
Solo dopo aver dato delle risposte a queste domande ci si deve focalizzare sulla strutturazione del sito per crearsi un buon sistema di vendita.

Pianificazione del proprio business: Internet , analisi e previsioni

Basta!! Voglio analizzare il mercato!
Esclamazione giusta di un mio cliente durante un meeting di aggiornamento e vediamo ora cosa offre internet.
Spesso mi capita di ricevere lavori da clienti i cui mercati sono a me sconosciuti, nel senso che non conosco nulla riguardo a quel o quei prodotti da mettere in vendita.

Che cosa cerco prima di tutto?

Mimmedesimo nel potenziale cliente e cerco quali keyword userei per far uscire quel sito nel motore di ricerca, in modo da capire le esigenze del mercato.

Mi spiego meglio:

Stilando una lista di parole chiave poi le posso andare ad analizzare e quindi riesco a sapere il volume di ricerca di quella keyword e anche la stagionalità in base al trend che quella parola mi tira fuori. Posso quindi capire se quel prodotto é richiesto in modo costante tutto lanno o se sta in fase calante o ascendente.

Posso quindi capire il volume di ricerca e usando gli strumenti che mi mettono a disposizione Google in WebMaster Tool, posso vedere che tipo di concorrenza ho e farmi unidea sul costo di quella parola in termini di click. Più il costo é alto e più quella parola é inflazionata. Ciò significa però che ha più mercato visto che la richiesta é più alta.

Se sto analizzando un prodotto singolo, mi viene in aiuto Ebay Pulse che mi fa vedere i prodotti più venduti divisi per categorie. Oltre ad Ebay Pulse, il trend di richiesta da parte degli utenti lo posso vedere sul noto Google Trends.

Facciamo un po di pratica. Ipotizziamo di essere dei concessionari e di volerci buttare nel mare magnum dinternet. Che cosa vendere?
Auto a km zero, auto nuove o auto aziendali?

analisi-auto

Guardando i volumi di ricerca cé subito evidente che le auto a km 0 sono più ricercate. Vediamo ora di capire il trend di questo prodotto e come viene ricercato dagli utenti.

analisi-trend-auto1

Negli ultimi dodici mesi le auto nuove lhanno fatta da padrone e possiamo vedere che il mese di Aprile e quello che va da Maggio a Luglio sono stati i più importanti ma poi qualcosa nel mercato é cambiato.

Da Ottobre le auto a km 0 hanno iniziato ad avere una certa rilevanza per poi salire verso lalto da Dicembre in poi. Non a caso le auto a km 0 si comprano alla fine dellanno.
Dobbiamo dire però che anche le auto nuove da Ottobre in poi ha avuto unascesa non indifferente, e se facciamo mente locale gli incentivi statali per salvaguardare il mercato delle auto sono iniziati proprio in quel periodo.

Anche se internet ci viene in contro, va detto anche che la propensione allacquisto su web di un determinato prodotto é direttamente proporzionale alla domanda e alla reperibilità di tale prodotto su strada.
Più il prodotto é di difficile reperimento e più é facile venderlo su internet. Le persone odiano prendere la macchina e girare per negozi invano. Quindi quando ci si rende conto che il prodotto ricercato non si trova facilmente tra gli scaffali dei negozi, si buttano su internet alla ricerca del miglior prezzo, tutto a vantaggio di chi quel prodotto lo vende online.

Conclusioni: Quando si analizza il mercato, il web cé di aiuto poichè ci mette a disposizione degli strumenti utilissimi per sondare il mercato e capire in maniera rapida cosa conviene vendere nel periodo preso in esame.
Se abbiamo un negozio online (tipo e-commerce) possiamo, con un buon grado di approssimazione, prevedere le vendite e quindi sapere in linea di massima quanto investire.

Come prevedere se un prodotto sarà venduto

Le paure dietro qualunque business sono molteplici ma quasi sempre le domande che ci vengono in mente sono uguali. E ovvio che ogni volta che ci lanciamo in un business lo facciamo perchè pensiamo che quel prodotto o servizio sia richiesto dal mercato e che quindi possa essere venduto senza troppi problemi. La palla di vetro esiste solo nei film o nelle storie per bambini ma se lavessimo andremmo subito a vedere se il nostro investimento fosse sicuro (se avessi una palla di vetro andrei a vedere quali numeri del superenalotto usciranno LOL )
Quindi per farla breve vorremmo essere sicuri che il nostro prodotto possa essere venduto senza problemi.

Come possiamo prevedere tutto ciò?
Questarticolo, forse, potrà risultare a qualcuno una cretinata ma vi racconto una storia vera di qualche anno fa.. La mia!
Mi ero da poco comprato un palmare Qtek 9000 ed avevo bisogno della pellicola salva-schermo. Entrai in un negozio e con sorpresa pagai 10 euro.
10 euro per un pezzettino di plastica marcata Brando (se non vado errato).

Ma quanto può costare alla fonte un pezzettino di plastica cosi?
Neanche a farlo di proposito qualche giorno dopo conobbi un signore (giocattolaio) che era in procinto di partire per la Cina e incuriosito da questo viaggio gli chiesi: “ma come hai fatto a trovare la fonte, bypassando tutti i passaggi di mano?‚Äù lui mi rispose: “con internet! Sono andato su alibaba.com ho cercato chi produceva giocattoli e dopo alcuni contatti ho deciso di andare in Cina di persona. Però stai attento, mi disse, su quel sito non é tutto oro quello che luccica. Molti sono dei truffatori‚Äù
Mi venne subito un idea ossia mettermi a vendere pellicole proteggi schermo per PDA. Dopo molti tentativi in quel sito trovo una fonte che mi da sicurezza nei pagamenti e nelle quantità, non a caso quello é un sito di grossisti e si devono comprare per forza grandi quantità.
Trovo quindi una ditta che mi viene incontro e mi obbliga a fare un ordine di almeno 1000 pezzi (di solito la quantità minima per chi vende pellicole é 3000) ad un prezzo lievemente più alto 0,45 anzichè 0,30. Pagamento al corriere.
Mi faccio un paio di calcoli e il mio investimento sarebbe stato di 450 euro + spedizione + dogana. A occhio e croce ogni pellicola mi sarebbe costata poco meno di 1 euro.
Ora come ho fatto a verificare se le mie analisi di mercato corrispondevano al vero?
Come ho verificato che effettivamente quei numeri corrispondevano al vero e quindi a sapere se avrei venduto le pellicole prima di acquistarle?
Ho realizzato un mini-sito mono pagina dove la homepage era una landing page fatta ad hoc per le mie necessità. Questa pagina lho strutturata in questo modo:

  • Layout semplice con banner grafico professionale
  • Logo società in primo piano e a seguire nel lato alto destro un box che richiamava il servizio clienti con un bel numero verde

N.B.
per chi non lo sapesse i numeri verde si possono comprare e caricare con del credito che verrà scalato ogni qualvolta qualcuno chiama quel numero che in automatico girerà la telefonata ad un secondo numero reimpostato).

  • Foto del prodotto con descrizione laterale e benefici del prodotto
  • Modelli di PDA e Cellulari per il quale era possibile ordinare la pellicola
  • Form da compilare in caso acquisto
  • Bene in vista la modalità di pagamento in contrassegno senza spese per lutente (MAI PAGAMETO ANTICIPATO)

Ho caricato il mio conto Adwords di 50 euro e ho incominciato a rendermi visibile con la parola chiave “Pellicole salvaschermo‚Äù

Nel giro di pochi giorni ho cominciato a ricevere i primi ordini che però non erano evasi (io le pellicole le dovevo ancora comprare) e portavo lutente in una pagina dove linformavo che il prodotto era terminato e che a breve sarebbe di nuovo stato disponibile. Sempre in questa pagina dicevo loro che se volevano potevano essere avvertiti via mail allarrivo in magazzino di nuove scorte.

A questo punto io ho potuto vedere (rischiando solo 50 euro) quante persone avrei convertito in clienti con una sicurezza del 100% in quanto la seconda pagina (quella che indicava la fine delle scorte) é apparsa solo dopo la compilazione del form inerente il fantomatico ordine.

Mettendo a confronto le entrate e il costo della pubblicità di Google Adwords ho potuto vedere se linvestimento sarebbe stato positivo, in caso contrario sarebbe stato meglio cambiare prodotto.

Sono consapevole che questo é un metodo un po ortodosso ma vi posso assicurare che lo usano in molti perchè é funzionale

Prima di vendere bisogna studiare il lancio del prodotto. Ecco 2 domande importanti.

Ogni qualvolta che lancio un prodotto (mio o di qualche affiliazione) svolgo prima di tutto unanalisi di mercato che ritengo di primaria importanza.

In base al lavoro che mi accingo a svolgere posso effettuare analisi approfondite o meno ma per entrambi i casi mi pongo sempre alcune domande:
Prima domanda:

  • Il prodotto che mi accingo a mettere in vendita é di desiderio comune?
  • Le persone richiedono questo prodotto/servizio?
  • Immedesimati sempre nel tuo cliente tipo e cerca di capire per quale motivo tangibile o emotivo dovrebbe comprare il tuo prodotto.
  • Tu lo acquisteresti?
  • Ti avventureresti a comprarlo tramite internet?
  • Il prezzo é congruo al prodotto?

Riesci a scindere lemozione che potresti avere acquistando quel prodotto dalla razionalità. Ossia un emozione tipo: “bello, figo questo prodotto, non vedo lora di averlo‚Äù che ti fa superare la pigrizia di mettere mano al portafogli, dalla scelta razionale che ti porta a pensare “questo prodotto mi serve per fare ‚Äù?

Se a questa domande non trovi una risposta positiva allora é segno che quel prodotto é da buttare e che quasi sicuramente sarà un flop

Seconda domanda:

  • La vendita o promozione che ti attingi a fare ti porterà un profitto sufficiente?
  • Il meccanismo di lancio o la promozione così come la stai articolando ti porterà il maggior numero di vendite?

A differenza della prima domanda dove il discorso é più improntato sul fattore emotivo della vendita; la seconda domanda focalizza il discorso sul lato meramente economico.
Quando si vende qualcosa il profitto viene quando si ha dimestichezza con il fattore psicologico e siccome vendere non significa guadagnare si deve fare i conti anche con il lato economico.
Lo so, sembra di aver scoperto lacqua calda ma molte volte mi trovo davanti a persone che il lato matematico non lo prendono neanche in considerazione. Non potete sapere quanti clienti ho avuto, che vendevano su eBay e alla fine dei giochi erano più i soldi che spendevano in commissioni che quelli che si mettevano in tasca. Siccome poi le fatture le pagavano a fine mese non se ne rendevano neanche conto che erano in perdita.

Problema con i Permalink

Il buongiorno si vede dal mattino?

Bene allora per me oggi non é un buongiorno. Sto riscontrando dei problemi con i permalink dopo aver aggiornato la versione della piattaforma wordpress pertanto mi scuso con i miei lettori che troveranno (fino al fix del problema), dei link settati di default

COME INDICIZZARE UNA PAGINA WEB SU INTERNET

Oggi vorrei spendere due parole su come i motori di ricerca indicizzano le pagine internet.
Vi giro una domanda che mi é stata posta alcuni giorni fa da un mio cliente:
“Stefano come é possibile che nonostante le regole sui tag, dicano continuamente di inserire title brevi, descrizioni chiare che non superino i 150 circa caratteri e Keywords tags limitate per non incorrere nello SPAM; ci siano siti con 200 parole tra Keywords, descrizione e titles posizionati in prima pagina mentre siti con 60 lettere come title-10 Keywords-120 come Description-keyword density ( che rispettino quindi alla lettera le regole) siano posizionate in terza pagina e oltre?

Come ci hai insegnato nel tuo corso é importantissimo avere un sito composto da una ottima struttura, ma la domanda che mi viene spontanea: una ottima struttura consente poi di inserire anche 1000 Keywords? ”

Bene!
Come ho sempre esternato, non è il numero di keywords presente in una pagina che porta il sito a stare li dove lo vedi su Google, bensì ci sono altri 200 fattori che concorrono tra loro.
Il sito che vedi in prima pagina non sta li per “tutte” le parole chiave che leggi nel suo tag “keyword‚Äù, ma solo per alcune. Google informa ed io confermo, che ci sono oltre 200 fattori che compongono la valutazione che Google da a un dominio.

Google NON prende in considerazione il tag Keywords mentre l’unico motore di ricerca che sembra volerle prendere in considerazione (ad oggi) è Yahoo.
Spesso faccio prove mirate per capire lalgoritmo di Google e per vedere le risposte dei 3 motori di ricerca più importanti ( Google, Yahoo, MSN).

Per esempio ho accertato che inserendo una parola inventata nel tag keyword, lunico motore che me la fa apparire é Yahoo, quindi attualmente solo Yahoo da ancora peso al tag keyword.

Per essere più preciso, avevo inserito nel mio sito la parola “fricuz‚Äù nel tag keyword. Ovviamente non centra nulla con il sito e non ha nessun significato.. Ebbene inserendo questa parola astrusa nei motori di ricerca venivo trovato solo da Yahoo mentre Google neanche mi calcolava, dandomi come risposta: nessun risultato di ricerca trovato.

Come giustamente hai sottolineato, non può essere possibile avere 10.000 parole chiave perchè non esiste nessun tema al mondo che ne possa contenere un numero cosi alto.
Detto questo ti confermo che é sulla struttura delle pagine che si deve lavorare, ma più di ogni altra cosa si deve lavorare sulla popolarità delle stesse.

Più la tua pagina viene visitata e più valore si accredita agli occhi di Google (uno dei tanti fattori di cui parlavo prima).
Più una persona arriva in modo diretto alla vostra pagina (inserita nei propri preferiti), più Google avrà stima di quella pagina.
Più tempo é speso sulle vostre pagine (permanenza media del visitatore sulla pagina) più Google vi prende nelle sue grazie.
Più il dominio é vecchio è pi√∫ Google avr√° fiducia e stima di esso (un’altro dei 200 fattori).
Pi√∫ link esterni puntano al vostro sito e pi√∫ Google lo terr√° in considerazione (un altro dei 200 fattori IMPORTANTISSIMO).
Meno tentativi di “BYPASSARE‚Äù le regole (spam) ci sono stati da parte di quel dominio e pi√∫ alte saranno le posizioni nell’indice del database di GOOGLE.

Questultimo punto va spiegata meglio.

Uno degli errori che si commettono più di frequente é di indicizzare un sito nuovo nonostante esso non sia completo. Di solito un sito fresco contiene errori di codice, non ha una sitemap ben fatta etc.

Tutti questi errori vengono evidenziati dallo spider durante la sua indicizzazione e vengono riportati al data center più vicino. Quando un data center riceve una domanda di indicizzazione con degli errori la penalizza subito e la mette in standby (sandbox). Una sorta di quarantena.

Il ragionamento non é sbagliato!
Immaginate di andare in uno dei tanti uffici amministrativi del nostro paese ( INPS, POSTE ect) e di consegnare alladdetto una domanda compilata male, magari senza codice fiscale o senza firma. E normale che limpiegato vi respinge la domanda e vi dica di compilarla bene. Se cé fila voi ripasserete a fine fila o in alternativa (mentre ricompilate la domanda) venite messi in attesa.

Google ragiona allo stesso modo. Se poi pensate che vengono indicizzati migliaia di siti al minuto, potete ben capire quanto tempo perdete.

Stare in 3^ pagina subito dopo lindicizzazione non é un fallimento, specie se nei risultati di ricerca escono migliaia di siti. Quanto ho appena scritto serve a farvi capire che sin da subito avete strutturato la vostra pagina meglio di molti altri.

Per concludere ti posso dire che lo studio che si deve fare é su come migliorare la struttura del sito, su quali parole chiave puntare, su come renderlo popolare.

Io per esempio sto lavorando in questi giorni al miglioramento del mio sito e a breve vedrai un nuovo layout. Mi sono posto una nuova sfida e sto puntando su nuove parole chiave. Posso fare un buco nellacqua o posso migliorare ma se non ci provo non avrò mai le risposte. Purtroppo i cambiamenti non sono repentini, non é che cambiando una pagina vedo subito il cambiamento. Dovrò aspettare i tempi dello spider e dellindicizzazione.

Spero di esserti stato di aiuto e spero che ci sia qualcun altro che aggiunga altri consigli per aiutarti a capire come funziona lindicizzazione.
A voi la parola

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